Aggiornato il 12 ottobre 2026
Le pareti divisorie acustiche per ufficio si scelgono leggendo due numeri diversi, e la scheda del produttore ne riporta uno solo. Il primo è l'Rw, l'indice di isolamento della parete misurato in laboratorio secondo la UNI EN ISO 10140-2 e calcolato con la UNI EN ISO 717-1: è il dato che il produttore stampa nella scheda. Il secondo è l'R'w, con l'apice, cioè l'isolamento che si misura fra le due stanze a lavori finiti, con la porta, il soffitto e il pavimento che ci sono davvero. «Pareti afone» è uno dei nomi con cui le si cerca; le norme parlano di isolamento acustico e chiedono un numero, che la parete dichiara e la stanza mantiene o perde.
La distanza fra i due numeri la decidono i dettagli, e uno di questi si apre e si chiude tutto il giorno. Qui li prendo in ordine, con i valori che i produttori dichiarano sulle pareti che vendiamo e le righe da mettere in capitolato.
Cosa significa Rw: il numero del laboratorio
La UNI EN ISO 10140-2 descrive come si misura in laboratorio l'isolamento per via aerea di pareti, porte, finestre, vetrate e delle loro combinazioni, comprese contropareti, controsoffitti e pavimenti galleggianti. Il risultato si ottiene per bande di frequenza. La UNI EN ISO 717-1 riduce quella serie di valori a un numero solo, l'Rw in decibel, e la stessa norma dice a che cosa serve: valutare l'isolamento e semplificare i requisiti acustici nei capitolati. La stessa norma prevede anche dei termini di adattamento allo spettro, perché un rumore che nasce dentro l'edificio e il traffico che arriva da fuori non hanno la stessa composizione: quando compaiono accanto all'Rw, si riferiscono a quei tipi di rumore.
Il numero vale per il campione provato, nelle condizioni del laboratorio. Racconta la parete, e della vostra stanza dice ancora poco.
In opera il numero cambia nome: R'w
Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 1997, quello sui requisiti acustici passivi degli edifici, chiama la grandezza in opera «potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti». Apparente perché fra due stanze vere il suono non passa solo dalla parete. La misura in cantiere segue la UNI EN ISO 16283-1, che determina l'isolamento fra due ambienti di un edificio con misure di pressione sonora, vale per stanze da 10 a 250 metri cubi e porta anche lei a un numero unico con la UNI EN ISO 717-1. Una sala riunioni di 30 metri quadrati con il soffitto a tre metri ne fa 90: rientra.
Fra i due numeri c'è un ponte. La UNI EN ISO 12354-1 descrive i modelli di calcolo che stimano l'isolamento fra ambienti di un edificio partendo dai dati misurati degli elementi e dalla trasmissione laterale, quella che passa attraverso gli altri elementi dell'edificio. È lo strumento con cui un progettista può prevedere il valore in opera prima di montare, invece di scoprirlo dopo.
Cosa chiede la legge per gli uffici
La tabella A del decreto mette gli uffici nella categoria B, «edifici adibiti ad uffici e assimilabili». La tabella B fissa per questa categoria un R'w di 50 decibel, con una nota precisa: i valori di R'w sono «riferiti a elementi di separazione tra due distinte unità immobiliari». Vale quindi per la parete che divide il vostro ufficio da quello di un'altra azienda sullo stesso piano. Fra la sala riunioni e il corridoio dello stesso ufficio il decreto non fissa nessun valore: lì il numero lo sceglie chi progetta, e lo deve scrivere.
Esiste anche una norma volontaria, la UNI 11367 nell'edizione 2023, che definisce come misurare e valutare alcuni requisiti acustici degli edifici e propone una classificazione acustica dell'intera unità immobiliare. È utile a chi vuole dichiarare una qualità, e non va confusa con il decreto.
La porta ha un numero suo, e più basso
Basta mettere in fila i numeri di un solo sistema. Per la W80 di Tecno il produttore dichiara un Rw da 45 a 48 dB per la parete in doppio vetro, e per le porte provate in laboratorio valori da 31 a 41 dB, con la scorrevole in doppio vetro a 31 e la battente in doppio vetro in cima alla scala. Sulla Slender di Citterio il doppio vetro arriva fino a 46 dB e le porte, nelle prove di laboratorio, fino a 44 con la soglia. La porta è un elemento a sé, con il suo numero, e in entrambi i sistemi resta sotto la parete in doppio vetro che la contiene.
Il dettaglio che fa la differenza in basso si chiama ghigliottina acustica: un profilo che scende a porta chiusa e sigilla la fessura sul pavimento. La W80 la monta sulle battenti, la Slender su battenti e scorrevoli. Sulle pareti M di Quadrifoglio la ghigliottina a discesa automatica è disponibile, ma la scheda la esclude in due casi: sulle porte vetrate a filo lucido e sulla moquette. Se nella stanza è prevista la moquette, la porta va pensata insieme al pavimento, prima dell'ordine.
Nelle stanze dove la riservatezza è il motivo stesso della parete, come l'area direzionale, la porta si sceglie per prima, poi il resto.
Vetrate acustiche: mono, doppio vetro e pellicola
Il vetro conta, e i produttori lo dichiarano in scala. Las Mobili, per la parete Mood, indica 34 dB con il vetro stratificato da 10/11 mm, 37 con il vetro acustico da 12/13 mm, 38 con il doppio vetro e 41 con il doppio vetro acustico. Quadrifoglio, con prove secondo UNI EN ISO 10140-2 e UNI EN ISO 717-1, dichiara per la M1 a lastra singola un Rw da 33 a 38 dB e per la M2 a doppia lastra da 36 a 42. Citterio, per la Slender, scrive fino a 38 dB in monovetro, fino a 46 in doppio vetro e fino a 47 nella versione cieca con lana di roccia e due lamiere.
Nelle stesse schede si vede dove sta la differenza fra uno stratificato normale e uno acustico: nello strato plastico fra le lastre, il PVB. Quadrifoglio offre lo stratificato da 10,38 e 12,38 mm, con PVB da 0,38, e lo stratificato antirumore da 10,76 e 12,76 mm, con PVB da 0,76. Tecno, sulla W80, propone il 5+5+0,38 di serie e gli acustici 5+5+0,76 e 6+6+0,76. Il beneficio per chi lavora in una stanza vetrata è doppio: la luce resta, e la voce resta dentro.
Il catalogo delle pareti divisorie per ufficio raccoglie questi sistemi con le loro schede: il confronto utile si fa fra configurazioni con lo stesso metodo di prova, non fra il valore massimo di uno e il valore base dell'altro.
Sopra il controsoffitto il suono passa lo stesso
Una parete che si ferma sotto il controsoffitto lascia aperto un corridoio. La UNI EN ISO 10848-2 misura in laboratorio proprio questo: la trasmissione laterale di componenti leggeri come controsoffitti, pavimenti sopraelevati e pavimenti galleggianti. La norma stessa osserva che il rumore passa da una stanza all'altra contemporaneamente attraverso il campione e attraverso il plenum, lo spazio sopra il controsoffitto, e che la misura dà la trasmissione complessiva senza poter separare le due vie. Il risultato si esprime con l'indice Dn,f, ed è uno dei dati che entrano nei calcoli della UNI EN ISO 12354-1.
Alcuni sistemi lo prevedono già. Per la parete www.60 Archiutti indica un setto acustico portante da 100 chili al metro lineare sopra il controsoffitto, dove previsto. Per le sale riunioni che confinano con altri uffici la domanda da fare al fornitore del controsoffitto è semplice: qual è il suo Dn,f, oppure dove si chiude la parete sopra di lui.
Nell'open space la parete non c'è
Dove non ci sono pareti, i numeri cambiano natura. Per gli uffici a pianta aperta la UNI EN ISO 3382-3, edizione 2022, descrive grandezze a numero singolo che dicono come il parlato di una persona decade allontanandosi da chi parla. Riguardano l'ambiente intero, misurato vuoto, e la parete non c'entra. In un'area operativa la parete divisoria serve a ricavare le stanze chiuse; per le telefonate e le chiamate brevi si usano anche le cabine acustiche, che hanno schede e prove proprie.
Cosa scrivere nel capitolato
1. Rw della parete nella configurazione scelta, con il tipo di vetro e di profilo, e il rapporto di prova secondo UNI EN ISO 10140-2 con l'indice calcolato secondo UNI EN ISO 717-1. Se la scheda riporta solo «dB», si chiede il rapporto.
2. Il valore della porta, provata con lo stesso metodo, con la ghigliottina acustica e un pavimento compatibile.
3. La soluzione sopra il controsoffitto e sotto il pavimento sopraelevato: il Dn,f secondo UNI EN ISO 10848-2 o la chiusura della parete fino al solaio.
4. L'obiettivo in opera fra le stanze che contano, espresso come R'w, stimato in progetto con la UNI EN ISO 12354-1 e misurato a fine lavori secondo la UNI EN ISO 16283-1.
5. Fra due unità immobiliari distinte, il requisito di legge: R'w di almeno 50 dB per gli uffici.
L'ultima verifica si fa il giorno della consegna, con la porta chiusa: la ghigliottina deve toccare il pavimento, le cerniere devono tenere l'anta in battuta, e chi ha scritto il numero nel capitolato deve vederlo misurato.
Risposte rapide
Cosa significa Rw di una parete? È l'indice di valutazione del potere fonoisolante misurato in laboratorio secondo la UNI EN ISO 10140-2 e calcolato con la UNI EN ISO 717-1. Si esprime in decibel e riguarda il solo elemento provato.
Che differenza c'è fra Rw e R'w? L'Rw è misurato in laboratorio sul campione. L'R'w, potere fonoisolante apparente, è misurato fra due stanze dell'edificio finito secondo la UNI EN ISO 16283-1 e comprende porta, soffitto, pavimento e trasmissione laterale.
Quanti decibel deve isolare per legge una parete fra due uffici? Il DPCM 5 dicembre 1997 fissa per gli uffici un R'w di 50 dB, riferito agli elementi di separazione fra due distinte unità immobiliari. Fra stanze dello stesso ufficio non fissa valori: li decide il progetto.
Una parete in vetro può essere acustica? Sì, entro i valori dichiarati: sui sistemi a catalogo il monovetro sta fra 33 e 38 dB; il doppio vetro arriva fino a 46 dB sulla Slender di Citterio e fino a Rw 48 dB sulla W80 di Tecno, con i vetri acustici a PVB da 0,76 mm.
Perché la porta è il punto debole di una parete divisoria? Perché ha un suo valore, e nei sistemi a catalogo è più basso: sulla W80 di Tecno la parete in doppio vetro è dichiarata 45-48 dB e le porte provate 31-41 dB. Per questo in capitolato si chiedono la ghigliottina acustica e la regolazione della porta dopo la posa.
Esistono le pareti afone? «Afono» non è una grandezza delle norme acustiche. Per una parete si chiede l'Rw con il rapporto di prova, e per la stanza finita l'R'w misurato in opera.