Le pagine come questa, nel nostro settore, cercano agenti: requisiti, zone, colloqui. Noi la usiamo al contrario. Un nuovo quartier generale che si arreda, un hotel che rinnova le camere, uno studio professionale che raddoppia i metri: qualcuno lo sa sempre prima che diventi una gara di preventivi — il vicino di capannone, il consulente che segue il trasloco, chi ha sentito la notizia a una cena. Quella conoscenza per noi ha un valore commerciale, e siamo disposti a pagarla: se il progetto che ci segnalate si chiude e viene pagato, riconosciamo una commissione concordata prima e messa per iscritto.
Il patto è semplice e trasparente, ed è la trasparenza a renderlo serio. La commissione esce dal nostro margine commerciale — è il costo di vendita che non spendiamo in altro modo — e il cliente non paga un euro in più; voi non investite nulla: niente magazzino, niente campionario, niente obiettivi mensili, perché non state diventando venditori. State facendo una cosa sola, e antica: presentare due parti che avevano interesse a conoscersi. Al preventivo, al capitolato e alla consegna pensa la squadra di San Benedetto del Tronto.
Tre confini, dichiarati qui perché sono ciò che distingue un compenso da un favore. Non operiamo così su enti pubblici: mai. Non paghiamo chi decide l'acquisto per il proprio datore di lavoro o per il proprio cliente: quella non è una segnalazione, è un conflitto, e non ci interessa. E se siete progettisti, la vostra deontologia viene prima: per voi esiste il canale professionale, con condizioni dichiarate — non commissioni riservate. Tutto il resto è benvenuto, alla luce del sole.