Aggiornato il 12 ottobre 2026
Per scegliere le poltrone per teatro in Italia si parte da quattro regole scritte nel decreto del Ministero dell'Interno del 19 agosto 1996, la regola tecnica di prevenzione incendi per i locali di pubblico spettacolo. Fra lo schienale di una fila e quello della fila dietro servono almeno 0,8 m. Ogni posto è largo almeno 0,5 m se ha i braccioli, 0,45 m se non li ha. Le poltrone sono fissate al pavimento con il sedile che si alza da solo, a meno che le file non distino almeno 1,1 m. E se sono imbottite devono essere in classe 1 IM di reazione al fuoco. Il decreto vale per teatri, cinematografi, cinema-teatri, auditori e sale convegno: la stessa regola serve quindi anche a chi arreda un cinema o un'aula magna. Non è l'unica strada: in alternativa il progettista può seguire il Codice del 2015 sulla prevenzione incendi con la regola tecnica dedicata a questi locali. I numeri di questa guida sono quelli del decreto del 1996.
Prima del catalogo, quindi, si guarda la pianta.
Poltrone teatro: le misure delle file che decidono quanti posti entrano
Il punto 3.2 del decreto fissa il minimo fra una fila e l'altra: almeno 0,8 m, misurati da schienale a schienale. È la misura che chi prende il rilievo deve avere chiara, perché si conta sul passo delle file e non sullo spazio libero fra un sedile e lo schienale davanti. Come computarla con il sedile alzato o abbassato lo stabilisce il progettista della sala insieme ai Vigili del fuoco, che sul calcolo con il sedile ribaltabile hanno pubblicato un chiarimento nel 2001.
La larghezza del posto è l'altro numero: 0,5 m con braccioli, 0,45 m senza. Moltiplicata per i posti di una fila, dice subito se la sala regge il progetto.
Poi ci sono i settori, regolati dal punto 3.1. Con l'interasse di base i posti fissi si raggruppano al massimo in 160 per settore, con non più di 16 posti per fila e 10 file. Se la distanza fra gli schienali sale ad almeno 1,1 m, il settore può arrivare a 300 posti, 20 per fila e 15 file. Più spazio fra le file significa file più lunghe e settori più grandi, quindi meno passaggi a parità di posti: è uno scambio che conviene valutare presto, perché cambia tutta la sala.
Quanto deve essere grande la sala: un esempio con i minimi del decreto
Proviamo a mettere i numeri in fila, con tre ipotesi dichiarate: un solo settore, posti con braccioli, nessuna fila accostata alle pareti. Un settore da 160 posti con 16 poltrone per fila occupa 8 m di larghezza di sole sedute (16 per 0,5 m). Il decreto chiede un passaggio di almeno 1,2 m fra i posti e le pareti, su entrambi i lati: la platea arriva così a 10,4 m. In profondità, contando 0,8 m per ciascuna delle 10 file, si arriva a 8 m. Con l'interasse da 1,1 m il settore da 300 posti, 20 per fila e 15 file, diventa largo 12,4 m e profondo 16,5 m.
Sono minimi della sola platea: restano fuori i passaggi trasversali davanti e dietro le file, il palcoscenico, uscite, spazi per le carrozzine e tutto ciò che il progetto antincendio aggiunge. Servono a una cosa precisa, cioè capire in cinque minuti se il numero di posti che si ha in mente entra davvero nella stanza.
Corridoi e passaggi: 1,2 metri, e quando bastano 0,9
I settori si separano con passaggi longitudinali e trasversali larghi almeno 1,2 m. Nei locali fino a 150 posti le corsie di passaggio possono scendere a 0,9 m. Su parere dell'autorità competente si possono accostare alle pareti laterali file di al massimo 4 posti. In galleria, fra la balaustra e la prima fila, il passaggio è di almeno 0,6 m misurati a sedile abbassato, e la balaustra è alta almeno 1 m.
Una regola che si dimentica facilmente riguarda proprio i passaggi: il decreto vieta di collocarci sedili mobili e sedie a rotelle. Il posto per chi arriva in carrozzina, quindi, va progettato dentro la sala e non ricavato in un corridoio.
Sedile ribaltabile o fisso, e perché la poltrona va fissata al pavimento
Il decreto chiede che sedie e poltrone siano saldamente fissate al suolo e abbiano il sedile a ribaltamento automatico o per gravità. La ragione si capisce in un'evacuazione: il sedile che si alza da solo libera il passaggio fra le file senza che nessuno debba pensarci. Il sedile fisso è ammesso solo quando la distanza fra gli schienali è di almeno 1,1 m. Sedili mobili sono consentiti soltanto nei palchi.
Diverso il caso della sala convegni o polivalente senza posti fissi. Lì si possono usare sedie temporanee, ma collegate rigidamente fra loro in file: al massimo 10 sedie per fila, in gruppi di 10 file. Chi arreda una sala così sceglie fra le sedute pensate per le sale riunioni e chiede da subito il sistema di aggancio, perché senza quello la disposizione non si può usare per il pubblico.
Per la sala con posti fissi servono invece poltrone nate per stare in fila: ancorate al pavimento e, se l'interasse resta sotto 1,1 m, con il sedile che si ribalta.
Classe 1 IM: la reazione al fuoco delle poltrone imbottite
Al punto 2.3.2 il decreto è netto: per poltrone e mobili imbottiti si chiede la classe 1 IM, per i sedili senza imbottitura, se combustibili, una classe che non superi la 2. I materiali devono essere omologati secondo il decreto del Ministero dell'Interno del 26 giugno 1984. Anche dove la sala ha impianti di spegnimento o di evacuazione fumi che permettono di allentare altre classi, per le poltrone imbottite resta ammessa esclusivamente la classe 1 IM.
Nella pratica conviene chiedere la documentazione di omologazione riferita alla poltrona così come verrà consegnata, con quel rivestimento e quell'imbottitura. Cambiare tessuto a metà della trattativa significa ricontrollare il certificato. Conviene averla in mano insieme all'offerta, con la scheda tecnica del produttore.
Per la robustezza esiste una norma europea dedicata alle sedute fissate al pavimento o alla parete, la EN 12727:2016 sulle sedute in fila, che riguarda sicurezza, resistenza strutturale e durata. Non si occupa di infiammabilità: per quella conta la classe 1 IM vista sopra. Se la sala ha anche un progetto acustico, i dati di assorbimento della poltrona si chiedono insieme alla scheda tecnica, prima di scegliere il rivestimento.
Posti per persone con disabilità: almeno due ogni 400
Il DM 236 del 1989 sulle barriere architettoniche, al punto 5.2 sui criteri di visitabilità, chiede che nelle sale per riunioni e spettacoli almeno una zona sia raggiungibile anche da chi ha una ridotta o impedita capacità motoria. La sala deve avere posti riservati in numero di almeno due ogni 400 posti o frazione, con un minimo di due. Nella stessa proporzione servono spazi liberi per chi resta sulla propria sedia a ruote, su pavimento orizzontale e grandi abbastanza per manovrare e restare fermi.
Le due norme si toccano in un punto. Se l'attività è soggetta alle regole antincendio, quella zona va messa dove si raggiunge facilmente una via d'esodo accessibile o un luogo sicuro statico. E il decreto del 1996, quando calcola l'affollamento, conta anche i posti per le persone con capacità motorie ridotte. In una platea a gradoni significa decidere su quale tratto in piano stanno quegli spazi prima di ordinare le poltrone: lì non se ne montano.
Cinema, aula magna, sala convegni: valgono le stesse regole
Le poltrone per una sala cinematografica seguono lo stesso decreto: cinematografi e cinema-teatri sono nell'elenco dell'articolo 1, accanto ai teatri. Interasse, larghezza del posto, settori e classe 1 IM sono quindi gli stessi. Lo stesso vale per auditori e sale convegno.
L'aula magna è un caso a sé solo quando diventa un'aula dove si scrive tutto il giorno. Lì servono piani di scrittura veri e postazioni su trave, cioè banchi universitari. Per conferenze e cerimonie si può valutare la tavoletta scrittoio ripiegabile sulla poltrona; prima di sceglierla si verifica con il progettista che non tolga spazio al passaggio fra le file.
Quando la sala è di un comune, di una scuola o di un'università pubblica, l'acquisto è pubblico. Chi segue l'acquisto da RUP trova come funzionano soglie e strumenti nell'approfondimento su affidamento diretto e MePA.
Cosa preparare prima di chiedere un'offerta
1. La pianta e, se la sala è a gradoni, la sezione con le alzate.
2. Il numero di posti che serve e quello che la pratica antincendio autorizza.
3. L'interasse delle file previsto dal progetto: 0,8 m o 1,1 m cambiano posti per fila e tipo di sedile.
4. Dove stanno i posti riservati e gli spazi per le sedie a ruote.
5. Rivestimento, colori e numerazione di fila e di posto, decisi prima della produzione.
6. Se serve la tavoletta scrittoio, e su quante file.
Con questi dati l'offerta si fa una volta sola. E il giorno del collaudo nessuno deve spostare una fila.
Risposte rapide
Quanta distanza ci deve essere fra le file di un teatro?
Almeno 0,8 m da schienale a schienale (DM 19/08/1996, punto 3.2). Con almeno 1,1 m il sedile può essere fisso e i settori arrivano a 300 posti.
Quanto deve essere larga una poltrona da teatro?
Il posto deve essere largo almeno 0,5 m con braccioli e 0,45 m senza braccioli.
Quanti posti per fila sono ammessi?
Al massimo 16 per fila e 10 file per settore da 160 posti; con interasse di almeno 1,1 m, 20 per fila e 15 file per settore da 300 posti.
Le poltrone da teatro devono essere ignifughe?
Le poltrone imbottite devono essere in classe 1 IM di reazione al fuoco, con materiali omologati secondo il DM 26/06/1984; i sedili combustibili senza imbottitura al massimo in classe 2.
Quanti posti per disabili servono in un teatro?
Almeno due ogni 400 posti o frazione, minimo due, più altrettanti spazi liberi per le sedie a ruote su pavimento orizzontale (DM 236/1989, punto 5.2).
Le poltrone da cinema seguono le stesse regole?
Sì: il DM 19/08/1996 si applica a teatri, cinematografi, cinema-teatri, auditori e sale convegno.