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Nello schienale di Klivia ci sono tre materiali, e due sono legno: una struttura in curvato multistrato, un contropannello in betulla e, sopra, il poliuretano espanso indeformabile dell’imbottitura. Kastel, che produce la poltrona a San Vendemiano, in provincia di Treviso, la descrive proprio con queste parole nella scheda tecnica. Il legno sagomato a strati è il materiale dei mobili curvi, e qui regge la parte della poltrona che accoglie la schiena.
Rientra nelle poltrone direzionali per misure e dotazione. Con lo schienale alto arriva a 119-131 cm da terra e la seduta sale da 40 a 52 cm con l’alzo a gas; il sedile è in tecnopolimero imbottito di poliuretano indeformabile, i braccioli sono in alluminio pressofuso lucido con un soprabracciolo morbido. Kastel la dichiara conforme alla EN 1335 nel tipo C, ed è per questo che compare anche fra le sedie UNI EN 1335.
Lo schienale medio ferma l’altezza a 90-102 cm e lascia uguali seduta e ingombro, 65 × 60 cm: è quello che mettiamo davanti alla scrivania del titolare per gli ospiti, o in fila attorno al tavolo riunioni, di solito sulla base AL4, quattro razze lucide d’alluminio che poggiano su piedini cromati invece che su ruote. In un ufficio direzionale le due altezze possono condividere la stessa imbottitura, liscia oppure a cuciture lineari, così la poltrona di chi guida lo studio e quelle di chi lo visita restano una famiglia. Le basi a cinque razze vanno dal nylon nero, bianco o grigio all’alluminio lucido, verniciato nero o bianco, fino alle versioni con pistone e ruote cromate. La Mercanti fa provare al cliente entrambe le imbottiture prima che l’ordine sia scritto.
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Tra 119 e 131 cm da terra, fino alla sommità dello schienale. È la più alta delle due versioni di Klivia, quella che in un ufficio direzionale di solito resta dietro la scrivania di chi guida lo studio o l’azienda.
Di alluminio pressofuso, lasciato lucido sul fianco della poltrona. Sopra il metallo Kastel monta un soprabracciolo imbottito di poliuretano indeformabile: è la parte su cui poggia l’avambraccio mentre si lavora o si parla con un ospite.
Ruote piroettanti gommate e autofrenanti da Ø 65 mm. È il diametro che la scheda tecnica di Kastel indica di serie,, quello che si ha se non si chiede altro. Piroettanti vuol dire che girano su sé stesse seguendo la poltrona.
Quindici, che Kastel raccoglie in tre categorie: A, C e D. In ognuna convivono similpelli e tessuti, quindi la lettera della categoria non dice da sola se si sta scegliendo un tessuto o una similpelle: lo dice il nome della collezione.
Sì, ed è l’uso che gli diamo più spesso. Kastel non prevede una versione ospiti a parte: lo schienale medio, alto 90-102 cm, è quello che La Mercanti mette davanti alla scrivania del titolare o attorno al tavolo riunioni.
Due comandi, una chiavetta nella dotazione e un meccanismo che regola da solo l’intensità: cinque passaggi per mettere a punto Klivia il giorno in cui arriva.
Si comincia dalla leva di alzo, il comando numero 1: con il gas la seduta scorre fra 40 e 52 cm da terra. Prima di toccare l’oscillazione, va fissata all’altezza di chi la userà ogni giorno.
Il comando numero 2 blocca e sblocca l’oscillazione. Da sbloccato, sedile e schienale si muovono insieme: è il movimento syncron che Kastel integra direttamente nel sedile.
Il meccanismo prevede 3 posizioni di blocco. Chi lavora con la schiena ferma sceglie quella che gli serve; chi preferisce oscillare lascia il movimento libero.
Il syncron di questa poltrona regola da solo l’intensità di carica: è il senso della parola autoregolante nel suo nome.
Nella dotazione c’è una chiavetta che permette un’ulteriore regolazione dell’intensità, oltre a quella automatica. Va consegnata insieme alla poltrona a chi la userà.