Metro: gli scaffali in filo d'acciaio che la critica chiama «Permanent Project»
Ci sono prodotti che invecchiano e prodotti che restano: Metro appartiene ai secondi. Il sistema di montanti e ripiani in filo d'acciaio della InterMetro Industries di Wilkes-Barre, Pennsylvania, fu progettato a metà del Novecento ed è uno dei pochissimi arredi che, nell'opinione della critica come nell'esperienza di chi lo usa, viene definito un Permanent Project: un disegno che non ha avuto bisogno di un restyling per restare in catalogo. Lo si trova nelle cucine dei grandi alberghi e nei centri di ricerca, nelle biblioteche e nelle residenze, sempre con lo stesso principio: un filo d'acciaio capace di reggere molto, che non trattiene la polvere e lascia passare la luce.
Per chi arreda un ufficio o uno studio in Italia questo significa un archivio, una parete attrezzata o un carrello che non andranno sostituiti al prossimo cambio di sede, e che si ampliano con ricambi ancora in produzione. Le famiglie oggi si chiamano Erecta e Super Erecta, in cromo, Metroseal, inox e nero, con i complementi che le trasformano in postazioni e vetrine. La Mercanti importa Metro dagli Stati Uniti per i progetti italiani, configura la composizione sulla pianta e la consegna montata dove serve. Un progetto permanente si specifica una volta: è il suo vantaggio, e il motivo per cui lo si specifica bene.