Tavolo per sala riunioni Levita di ICF con piano malva e basi lucide a specchio

Un piano su una base: quanto progetto ci sta in un tavolo per sala riunioni, Levita di ICF

ICF Office
Solo tavolo riunione
Levita Table Un'icona del design Solo tavolo riunione
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Un tavolo sembra il più semplice degli oggetti: un piano sostenuto da una base. ICF parte da questa ovvietà per mostrare quanto progetto può stare in pochi elementi, e Levita Table è la prova da guardare con calma, perché fra i tavoli per sala riunioni la differenza non la fa quello che si aggiunge. La fanno le decisioni prese su ciò che resta.

Quello che resta, nel disegno di Khodi Feiz, è poco: una struttura a trave a I, gambe in acciaio curvato e un piano dalle linee morbide. Bastano per reggere superfici grandi con pochissimi componenti, così nelle sale riunioni il tavolo occupa la stanza senza riempirla. Nelle immagini pubblicate da ICF il piano lungo si appoggia su due sole basi a tre bracci.

La famiglia prosegue fuori dalla sala. ICF la declina in versioni basse e tavolini laterali, in tavoli per lavorare e per pranzare, per gli spazi operativi e per quelli direzionali; la Levita Desk porta lo stesso linguaggio alle postazioni, il Levita Sofa lo porta nelle aree comuni con panche, pannelli alti e pouf. La Mercanti mette a confronto piano e base nelle finiture richieste, con chi deve decidere, e verifica con ICF che cosa è già ordinabile.

Informazioni tecniche basate sui dati dichiarati dal produttore.
  • Collezione: Levita Table, sistema Levita
  • Produttore: ICF S.p.A., Vignate (Milano), Italia
  • Design: Khodi Feiz, 2026
  • Presentazione: Orgatec 2026, Colonia, 27-30 ottobre
  • Struttura: trave a I e gambe in acciaio curvato, con pochi componenti per sostenere piani grandi
  • Forme: essenziali, piani dalle linee morbide, basi leggere e riconoscibili
  • Versioni: basse, tavolini laterali, tavoli per lavorare, pranzare o riunirsi
  • Destinazioni dichiarate: spazi operativi, riunioni e direzionali; reception, hospitality, spazi commerciali e pubblici
  • Famiglia: Levita Desk; Levita Sofa con sedute lounge, panche, pannelli alti, braccioli, tavolini integrati, elettrificazione e pouf
  • Costruzione: modulare, con un uso ponderato dei materiali per un approccio più sostenibile, come dichiara ICF
  • Origine: Made in Italy
La Mercanti Srl — partner per arredi e contract dal 1997.
San Benedetto del Tronto (AP), Italia · +39 0735 753833 · info@lamercanti.it
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Domande Frequenti

Un tavolo così può fare anche da tavolo per il pranzo in azienda?

Sì, e non è un adattamento: fra gli usi che ICF dichiara per questa famiglia ci sono i tavoli per lavorare, per riunirsi e anche per pranzare. Chi progetta una sala polivalente, dove la mattina si discute e a mezzogiorno si mangia, può quindi restare nella stessa collezione invece di cercare un secondo arredo. Quale piano convenga a una sala usata anche per il pasto è la domanda da porre prima di scegliere la finitura, perché cambia il modo in cui la superficie verrà pulita ogni giorno.

Di che anno è il progetto e chi ne firma il disegno?

Il disegno è di Khodi Feiz, l'anno il 2026: ICF ha scelto Orgatec, a Colonia, per mostrarlo per la prima volta. È quindi una novità vera, e significa due cose pratiche per chi lo sta valutando oggi: il progetto è aggiornato, e versioni e finiture vanno confermate richiesta per richiesta. Lo stesso autore ha disegnato per ICF anche la Void Chair, presentata alla stessa fiera.

Che cosa intende ICF quando parla di eleganza funzionale?

«A study in functional elegance» è la frase con cui ICF apre la pagina del tavolo. Tradotta in pratica, vuol dire che nulla è stato aggiunto per fare scena: la grazia dell'oggetto viene dalla struttura che lo regge. Il disegno viene definito chiaro e misurato, due parole poco di moda in una categoria dove spesso il tavolo vuole essere il protagonista. Per una sala che deve durare molti anni è un criterio utile: quello che non urla stanca meno.

La finitura della base cambia davvero il carattere del tavolo?

Basta guardare le immagini pubblicate da ICF: con le basi lucide a specchio il tavolo riflette la stanza e quasi si alleggerisce, con le basi grafite disegna una linea netta sul pavimento e acquista peso visivo. Il piano è lo stesso, la sala che ne esce no. Vale la pena decidere la base insieme al pavimento e alle sedute, non dopo: è una scelta che si vede da ogni punto della stanza, soprattutto quando il tavolo è vuoto.

A che cosa serve una trave a I sotto il piano di un tavolo?

È la forma che l'ingegneria usa da sempre quando deve portare molto con poco materiale, e ICF la sceglie per ottenere insieme leggerezza visiva ed efficienza funzionale. In un tavolo da riunione vuol dire una struttura dal profilo sottile che non ha bisogno di presentarsi massiccia per fare il suo lavoro. Chi siede non la nota; chi guarda la sala dal fondo, invece, nota che il piano sembra chiedere pochissimo sostegno.

Portare il piano di Levita Table in sala riunioni: cinque controlli prima

Un piano grande va pensato prima del giorno in cui arriva. Cinque controlli sull'edificio, dall'ingresso alla sala, per far entrare Levita Table senza sorprese e senza fermare il lavoro di chi è in ufficio.

Il percorso dalla strada alla sala

Per un Levita Table di grandi dimensioni si parte dall'esterno: dove si ferma il mezzo, da quale ingresso si entra, chi deve aprire. Si percorre poi a piedi la strada che farà il piano fino alla sala, annotando ogni svolta stretta. Bastano dieci minuti in un giorno qualunque, e valgono più di una planimetria che non mostra corrimano, gradini e vasi.

Porte, ascensori e scale

Si prendono larghezza e altezza libera di ogni porta lungo il percorso, poi le misure interne dell'ascensore e la sua portata, poi il giro delle scale se l'ascensore non basta. Sono numeri che servono a noi per organizzare la consegna: si scrivono su un solo foglio, con una fotografia per ogni passaggio che sembra stretto, e si inviano insieme alla richiesta.

Come arriva un piano lungo

Nelle immagini pubblicate da ICF il piano più lungo è composto da due sezioni con un giunto al centro. È il primo punto da chiarire per il proprio tavolo, perché cambia del tutto il ragionamento: due pezzi passano dove uno intero non passerebbe. La risposta dipende dalla versione scelta e va confermata prima di decidere il percorso definitivo.

La sala il giorno della posa

Si decide dove staranno i pezzi mentre vengono montati, si libera la stanza da sedie e schermi mobili e si protegge il pavimento se è delicato. Chi lavora accanto va avvisato: una posa in un ufficio aperto si sente. Conviene anche scegliere un momento senza riunioni in agenda, così la sala può restare ferma il tempo necessario, senza fretta.

Chi resta in sala fino alla fine

Serve una persona che conosca la stanza e possa decidere sul posto: l'orientamento del tavolo, la posizione rispetto allo schermo, il passaggio dei cavi verso le prese. Prima di salutare la squadra si verifica che il tavolo sia in bolla e che ogni appoggio tocchi il pavimento. Sono controlli da fare subito, con chi ha montato ancora presente.