Aggiornato il 12 ottobre 2026
Per pulire una sedia da ufficio in tessuto si toglie la polvere con l'aspirapolvere, usando la bocchetta per tessuti, e si trattano le macchie appena compaiono. Fin qui i produttori sono d'accordo. Sul resto no: c'è chi vieta di bagnare il tessuto e chi indica acqua tiepida e un panno umido. Per questo il primo gesto, prima ancora di scegliere il detergente, è risalire al nome del rivestimento e alla sua istruzione di pulizia, che il produttore ha già scritto.
Questa guida mette in fila, materiale per materiale, quello che dicono le schede di manutenzione di ICF, Sedus, Arper, Humanscale, Pedrali e Quinti: tessuto, rete, pelle, materiali sintetici, plastica, alluminio, rotelle. Il vantaggio per chi ci siede ogni giorno è concreto. Un rivestimento pulito nel modo giusto resta morbido e del suo colore più a lungo, la seduta non diventa ruvida, e con alcuni produttori una pulizia sbagliata può costare anche la garanzia.
Come pulire una sedia da ufficio in tessuto: prima si legge la scheda del rivestimento
La polvere: aspirapolvere ogni settimana, senza spazzolare
Arper scrive che polvere e sporco logorano il tessuto e consiglia l'aspirapolvere a bassa aspirazione, preferibilmente ogni settimana. Humanscale, per alcuni suoi tessuti, indica la stessa cadenza e aggiunge un motivo pratico: aspirando si vedono subito le macchie da togliere. ICF chiede la bocchetta per tessuti, coperta da un panno morbido se serve, e mette in guardia da due gesti che sembrano innocui: spazzolare il tessuto e usare la spazzola rotante dell'aspirapolvere. Possono provocare il pilling, cioè le palline di fibra che rendono la seduta ruvida, e cambiare per sempre l'aspetto del tessuto. Sedus ammette anche l'aria compressa per lo sporco leggero.
Le macchie: bagnato o a secco lo decide il tessuto
Qui le schede si separano. ICF, per i suoi tessuti, chiede di togliere subito la macchia con un detergente a secco specifico e di non applicare acqua né soluzioni liquide, perché qualsiasi liquido potrebbe causare un danno permanente. Sedus indica acqua tiepida con un panno umido e solo detergenti delicati, oppure la propria schiuma detergente. Arper fa tamponare le macchie non unte con un panno o una spugna immersi in acqua calda e ben strizzati, poi, se serve, con acqua e detersivo per piatti, al massimo un cucchiaino per litro; per le macchie di unto rimanda agli smacchiatori a secco, usati come prescrive chi li produce. Humanscale, per alcuni tessuti, scioglie una parte di detersivo in tre d'acqua; per un altro scrive soltanto lavaggio a secco.
Quattro produttori, quattro risposte diverse alla stessa domanda.
Quinti e Pedrali lo dicono apertamente. Quinti, per i tessuti, rimanda ai consigli di lavaggio della scheda tessuto nella cartella colori; Pedrali stampa per ogni rivestimento della sua cartella una sezione «Lavaggio» con i simboli, dal lavaggio a mano a quello a secco con percloroetilene. Una ricetta buona per tutto, come il panno bagnato con aceto o alcol, su un tessuto che il produttore vuole asciutto produce proprio il danno di cui scrive ICF. Il nome e il codice del rivestimento si chiedono a chi ha fornito la sedia, e con quelli si arriva alla scheda giusta. Chi sceglie oggi fra le sedie operative può farsi dare la scheda di manutenzione del tessuto insieme alla sedia: è il foglio che servirà per tutti gli anni in cui la userà.
Sedia imbottita e tessuto chiaro
Una seduta imbottita non si inzuppa: ICF lo scrive per il tessuto, Humanscale per la pelle. Sedus riserva la sostituzione delle imbottiture a personale specializzato. Sui colori chiari c'è un'avvertenza in più: Humanscale spiega che il colore di alcuni capi d'abbigliamento può passare sui rivestimenti chiari, che il fenomeno è difficile da controllare e può essere irreversibile. Per un suo tessuto bianco macchiato dai jeans propone un detergente senza candeggina e il lato in nylon di una spugna, senza garantire il risultato. Per una sedia che verrà usata tutti i giorni, il colore del rivestimento si sceglie anche pensando a questo.
Il confronto fra cinque schede di manutenzione
Lette una accanto all'altra, le istruzioni dei produttori danno un quadro che nessuna ricetta generica riesce a dare:
ICF: tessuto mai bagnato · ecopelle con acqua calda e sapone neutro · niente alcol su plastica e alluminio.
Sedus: tessuto con acqua tiepida e detergenti delicati · pelle all'anilina solo con prodotti per pelle all'anilina · pistone da pulire regolarmente con un panno.
Arper: tessuto aspirato ogni settimana, macchie tamponate · tessuti spalmati senza alcol etilico · ogni prodotto provato su una parte nascosta, aspettando 24 ore.
Humanscale: rete con acqua e sapone, regge anche una parte di candeggina su nove d'acqua · alcol al massimo al 5% su braccioli e basi · la pulizia impropria può far decadere la garanzia.
Quinti: tessuti secondo la scheda della cartella colori · pelle con sola acqua · metalli senza cloro né candeggina.
La sedia in rete si lava con acqua e detergente
Sulla rete le schede sono le più permissive. ICF la fa spolverare con un aspiratore o con una spazzola morbida, non metallica; sulle macchie si passa una spazzola morbida o una spugna con acqua e detergente, si risciacqua abbondantemente e si lascia asciugare all'aria. Per le sue reti ICF aggiunge che il filo non si carica di elettricità statica, per cui attira poca polvere. Humanscale scrive che le sue reti reggono acqua e sapone e perfino una soluzione con una parte di candeggina su nove d'acqua senza lasciare aloni né residui, purché la macchia si tolga subito, prima che entri nella trama. Chi vuole una seduta semplice da tenere in ordine trova nella sedia rete un vantaggio concreto. Se il sedile è imbottito, quella parte segue la regola del suo tessuto.
La pelle vuole poca acqua, prodotti per pelle e niente sole
Sulla pelle i produttori dicono cose compatibili fra loro. ICF consiglia di non esporla al sole diretto né a fonti di calore, che la seccano e la induriscono, e di pulirla e proteggerla due o tre volte l'anno, distribuendo i prodotti soprattutto sulle zone più usate. Sedus toglie lo sporco leggero con un panno di lana morbido e, per lo sporco intenso, vuole solo prodotti per pelle tinta all'anilina. Arper chiede di tamponare la macchia dai bordi verso il centro, senza strofinare, e di asciugare subito. Quinti indica un panno bianco inumidito con sola acqua. Humanscale esclude i detergenti con alcol o benzina, chiede di non inzuppare la pelle e di non premere forte su un punto.
Nessuna di queste cinque schede indica aceto, alcol o detersivo per piatti per pulire la pelle. Prima di usare un prodotto nuovo, Arper e Quinti fanno provare su una parte nascosta e aspettare almeno 24 ore. Sulle poltrone direzionali in pelle un gesto semplice le protegge: tenerle lontane dal sole diretto e dai termosifoni.
Ecopelle, finta pelle, tessuto spalmato: il nome e la pulizia li dà il produttore
Lo stesso tipo di rivestimento sintetico cambia nome da un catalogo all'altro: ICF lo chiama ecopelle, Pedrali finta pelle, Arper tessuto spalmato, Humanscale alternativa alla pelle. Sulla pulizia di base le schede convergono: panno in microfibra o spazzola morbida, acqua e sapone neutro, niente abrasivi né solventi. ICF chiede di togliere subito le macchie di olio e inchiostro.
Sull'alcol invece si dividono. Arper lo esclude sui tessuti spalmati, mentre Humanscale, per il suo Brisa, ammette l'alcol isopropilico sulle macchie ostinate, da passare e togliere subito, e avverte che altri prodotti possono far decadere la garanzia del tessuto. Chi cerca come pulire un'ecopelle bianca deve sapere anche che il colore dei jeans, sui sintetici chiari, può non andare più via. La regola resta quella del tessuto: prima il nome esatto del rivestimento, poi il prodotto.
Plastica, alluminio e metalli: acqua, sapone e niente alcol
Per le parti in plastica ICF indica sapone e acqua con un panno morbido ed esclude gli abrasivi e i detergenti aggressivi, nominando proprio l'alcol, che può danneggiare o macchiare la superficie. Sedus chiede un detergente a base di sapone e nessun prodotto aggressivo. Sull'alluminio ICF esclude solventi, diluenti e alcol, e spiega che l'alluminio cromato mantiene la sua brillantezza mentre quello lucido subisce un naturale processo di ossidazione: quella patina fa parte del materiale. Per i metalli cromati, anodizzati o verniciati Arper ammette i detergenti per la casa diluiti in acqua tiepida purché senza abrasivi, acidi o candeggina, vieta le pagliette, fa risciacquare e asciugare con un panno scamosciato e sconsiglia i lucidanti. Quinti esclude cloro, candeggina e paste abrasive e fa asciugare con un panno morbido o una pelle di daino. Alla domanda se si possa pulire una sedia di plastica con acqua e alcol, quindi, la risposta di ICF è no.
Rotelle e pistone
Sedus consiglia un'ispezione periodica delle rotelle, una pulizia ed eventualmente la sostituzione: protegge il pavimento e allunga la vita di rotelle e piedini. Sulle sue sedie le rotelle si estraggono e si reinseriscono semplicemente, e una rotella sfilata è più facile da liberare dai capelli attorcigliati. Quando si cambiano, si sceglie il tipo giusto per il pavimento: rotelle dure per i pavimenti morbidi, morbide per i pavimenti duri. Il pistone che regola l'altezza va pulito regolarmente con un panno; la cartuccia del gas, invece, la tocca solo personale specializzato.
Le sedie usate da molti si igienizzano con ciò che il materiale sopporta
Nelle sale riunioni e nelle aree di attesa la stessa seduta passa sotto molte mani, e viene voglia di disinfettare tutto con lo stesso prodotto. Le schede dicono di no. Humanscale, per disinfettare braccioli e basi, indica alcol denaturato o etilico al massimo al 5%; sulla sua rete ammette la candeggina diluita, che Arper e Quinti escludono invece sui metalli. Humanscale ricorda anche di non mescolare mai ammoniaca o altri detergenti con la candeggina, di arieggiare e di usare guanti e protezione per gli occhi. Per le poltrone attesa e sedute reception, dove si siede chiunque entri, conviene consegnare a chi fa le pulizie, per ogni modello, il nome del rivestimento e la scheda di manutenzione del produttore. È un foglio di carta, e risparmia anni di aloni e cromature opache.
Risposte rapide
Come si pulisce una sedia da ufficio in tessuto?
Con l'aspirapolvere e la bocchetta per tessuti, preferibilmente ogni settimana, senza spazzolare. Le macchie si tolgono subito con il metodo della scheda del tessuto: alcuni produttori vietano qualsiasi liquido, altri ammettono acqua tiepida e un detergente delicato.
Posso pulire la sedia con acqua e alcol?
Sulla plastica e sull'alluminio ICF lo esclude, e Arper lo esclude sui tessuti spalmati. Humanscale ammette alcol al massimo al 5% per disinfettare braccioli e basi.
Il rivestimento si può lavare in lavatrice?
Solo se la scheda del rivestimento lo prevede. Sedus, per esempio, riserva la sostituzione delle imbottiture a personale specializzato.
Come si pulisce l'ecopelle bianca?
Con un panno in microfibra, acqua tiepida e sapone neutro, togliendo subito olio e inchiostro. Sui colori chiari il colore dei jeans può passare sul rivestimento e non sempre si toglie.
Ogni quanto si tratta una sedia in pelle?
ICF consiglia di pulirla e proteggerla due o tre volte l'anno, tenendola lontana dal sole diretto e dalle fonti di calore.
Come si puliscono le rotelle della sedia da ufficio?
Dove si sfilano, come sulle sedie Sedus, si estraggono, si puliscono e si reinseriscono; Sedus consiglia di controllarle periodicamente e di sostituirle quando serve, scegliendo rotelle dure per i pavimenti morbidi e morbide per quelli duri.