Aggiornato il 12 ottobre 2026
La normativa sugli arredi scolastici, per banchi e sedie, sta in due norme europee recepite da UNI. La UNI EN 1729-1:2016 fissa le misure, divise in otto grandezze scelte sulla statura dell'alunno; la UNI EN 1729-2:2023 fissa sicurezza, resistenza e stabilità, e vale anche per nidi e scuole dell'infanzia. Sono norme tecniche, quindi volontarie, ma per una scuola pubblica diventano un obbligo: i criteri ambientali minimi per gli arredi (DM 23 giugno 2022 n. 254) chiedono sedie e tavoli scolastici conformi a tutte e due, e il Codice dei contratti pubblici impone all'ente di scrivere quei criteri nella gara. Fuori da questo perimetro restano la reazione al fuoco, che dipende dalle regole antincendio dell'edificio, e le lavagne, che hanno una norma loro.
Detto questo, la conformità sulla carta arriva per seconda. Un banco certificato della grandezza sbagliata resta un banco sbagliato per chi ci passa sopra ore, ogni giorno.
La grandezza la decide la statura, non la classe
La EN 1729-1 non ragiona per età. Come spiega il laboratorio di prova CATAS, le grandezze sono definite dalla statura dell'alunno e dall'altezza poplitea, cioè la distanza dal pavimento al cavo del ginocchio da seduto, e vanno da una fascia di 80-95 centimetri fino a una di 174-207. Per ogni grandezza la norma fissa l'altezza del sedile, quella del piano e le altre misure della sedia (profondità e larghezza del sedile, posizione e altezza dello schienale) e del banco (profondità, larghezza per alunno, spazio per le gambe). Le altezze ammettono una tolleranza di un centimetro.
Ecco le otto grandezze con il colore che le identifica, la statura a cui sono destinate, l'altezza del sedile e quella del piano, come le riportano le guide tecniche alla norma:
0, bianco: statura 80-95 cm, sedile 21 cm, piano 40 cm
1, arancione: 93-116 cm, sedile 26, piano 46
2, viola: 108-121 cm, sedile 31, piano 53
3, giallo: 119-142 cm, sedile 35, piano 59
4, rosso: 133-159 cm, sedile 38, piano 64
5, verde: 146-176,5 cm, sedile 43, piano 71
6, blu: 159-188 cm, sedile 46, piano circa 76
7, marrone: 174-207 cm, sedile 51, piano 82
Le fasce si sovrappongono. Un ragazzo alto 1,40 metri sta sia nella 3 sia nella 4; uno di 1,60 può sedere nella 5 o nella 6. Per questo scegliere una sola grandezza per tutta la classe, in base all'anno scolastico, porta fuori misura una parte degli alunni: nella stessa aula possono servirne due. Il gesto che risolve è semplice: si misurano gli alunni a inizio anno con un metro a muro e si contano le grandezze che servono, banco e sedia sempre dello stesso numero. CATAS ricorda che la valutazione va ripetuta con la crescita, e il colore della grandezza, quando è segnato sul pezzo, permette di rimettere ogni sedia al suo banco senza prendere le misure ogni volta.
Il beneficio per chi siede si vede subito. Con il sedile all'altezza giusta il bambino appoggia i piedi a terra e la parte bassa della coscia non resta schiacciata contro il bordo; con la profondità giusta il sedile non preme dietro le ginocchia e per appoggiare la schiena allo schienale non serve piegarsi in una posizione scorretta. Sotto il banco, lo spazio per le gambe lascia muoversi: CATAS collega uno spazio insufficiente a posizioni scorrette e a un calo della concentrazione.
Le grandezze da 0 a 2 coprono le stature più piccole, fra 80 e 121 centimetri, e la parte 2 della norma si applica espressamente anche a nidi e scuole dell'infanzia. All'altro capo, la 7 copre stature da 174 a 207 centimetri.
La EN 1729-2 dice come deve resistere, e dove non arriva
La seconda parte della norma è stata rinnovata nel 2023 ed è in vigore in Italia dal 15 giugno di quell'anno. Riguarda sedie e tavoli per uso generico in scuole, nidi e strutture per l'infanzia, anche quando si usano con computer portatili o dispositivi mobili. Le sedie conformi sono progettate per utenti fino a 110 chili; le prove misurano il ribaltamento laterale e all'indietro, per gli schienali fissi e per quelli reclinabili, mentre sui tavoli si verificano la resistenza a spinte e urti laterali e le superfici.
Restano fuori, lo scrive UNI, laboratori, officine e aule con sedute a gradoni. Il CAM per gli arredi copre quei casi con altre norme: la UNI EN 13150 per i banchi da lavoro dei laboratori scolastici e la UNI EN 12727 per le sedute su barra o fissate a pavimento. Chi arreda un'aula a gradoni, quindi, cerca fra i banchi universitari e chiede la conformità a quest'ultima, non alla EN 1729.
Al fornitore conviene chiedere il rapporto di prova con l'edizione della norma scritta per esteso. «Conforme alla EN 1729» senza anno non dice su quale versione è stato provato il pezzo.
Per la scuola pubblica la norma diventa obbligo attraverso il CAM
L'articolo 57 del D.Lgs. 36/2023 obbliga le stazioni appaltanti a inserire nei documenti di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi. Il decreto sugli arredi, in vigore dal 4 dicembre 2022, ha una riga dedicata agli arredi scolastici nella tabella del criterio 4.1.9: UNI EN 1729 parte 1 e parte 2 per sedie e tavoli, UNI EN 14434 per le superfici di scrittura, UNI EN 16121 e 16122 per i contenitori, oltre alle norme già citate per laboratori e sedute fisse. La conformità si dimostra con dichiarazioni rilasciate da organismi di valutazione della conformità, anche per famiglia di prodotto quando le prove sono state fatte su un modello rappresentativo.
Due clausole contano molto per una scuola, dove gli arredi restano in servizio per anni. La garanzia deve durare almeno cinque anni dall'acquisto e per lo stesso periodo il produttore deve garantire le parti di ricambio, con il costo stabilito prima. Lo stesso decreto invita gli enti a preferire, negli spazi didattici, arredi flessibili: modulari, facili da spostare e componibili fra loro. Il fascicolo completo dei documenti che il fornitore deve presentare è spiegato nella nostra guida ai CAM arredi.
Cattedra e sedia dell'insegnante: una riga da leggere con attenzione
Nella stessa tabella, per cattedre e sedie degli insegnanti, il decreto indica la UNI 4856. Nel catalogo UNI quella norma, datata 1961, risulta ritirata con sostituzione dal 12 novembre 2009. Chi scrive un capitolato fa bene a stabilire fin dall'inizio con quali documenti il fornitore dimostra la conformità della cattedra, invece di scoprirlo in sede di verifica.
Diverso è il caso della segreteria e della presidenza. Chi usa il computer in modo sistematico o abituale per venti ore alla settimana, secondo l'articolo 173 del D.Lgs. 81/2008, lavora al videoterminale: la sua postazione segue le regole dell'ufficio. Lì si scelgono sedie ufficio UNI EN 1335, che è anche la norma indicata dal CAM per le sedute da ufficio, e scrivanie operative dimensionate per lo schermo e i documenti.
Antincendio: dove contano le sedie imbottite
Per le scuole valgono due strade alternative, e i Vigili del fuoco precisano che una esclude l'altra: il DM 26 agosto 1992 oppure il Codice di prevenzione incendi con la sua regola tecnica per le attività scolastiche (DM 7 agosto 2017, capitolo V.7). Il DM del 1992, al punto 3.1, regola la reazione al fuoco di pavimenti, rivestimenti e tendaggi (questi ultimi di classe non superiore a 1) e non nomina né banchi né sedie imbottite. La regola V.7, che riguarda le scuole con più di cento occupanti, chiede invece materiali almeno del gruppo GM2 nei corridoi, negli atri, nelle scale e negli spazi calmi, e nella tabella del Codice una sedia imbottita del gruppo GM2 deve essere di classe 1 IM.
In pratica: le panche imbottite nell'atrio o le sedute d'attesa nel corridoio sono i pezzi su cui la reazione al fuoco va controllata. Prima di ordinarli si chiede al tecnico antincendio dell'edificio quale delle due strade è stata seguita.
Lavagne e luce, in due righe
Le lavagne e le altre superfici verticali di scrittura, a parete o mobili, seguono la UNI EN 14434:2023, che fissa requisiti ergonomici e di sicurezza e prova la stabilità di quelle autoportanti e mobili. L'illuminazione delle aule ha la UNI 10840:2007, che per i livelli di illuminamento rimanda alla UNI EN 12464-1.
Chi compra gli arredi della scuola
La legge 23 del 1996, all'articolo 3, affida gli arredi agli stessi enti che realizzano e mantengono gli edifici: i comuni per le scuole dell'infanzia, le primarie e le medie (la legge le chiama ancora materne ed elementari), le province per le superiori. Una richiesta di arredi scolastici si indirizza quindi al comune o alla provincia competente, a seconda del grado della scuola.
Chi deve scrivere l'ordine può partire da una riga sola: sedie e tavoli conformi alla UNI EN 1729-1:2016 e alla UNI EN 1729-2:2023, nelle grandezze ricavate dalle stature misurate in classe, con dichiarazione di conformità rilasciata da un organismo di valutazione della conformità. Il banco giusto si sceglie col metro, non col registro di classe.
Risposte rapide
Quali sono le norme per banchi e sedie scolastiche? La UNI EN 1729-1:2016 per le misure e la UNI EN 1729-2:2023 per sicurezza, resistenza e stabilità; per le scuole pubbliche le rende obbligatorie il CAM arredi (DM 23 giugno 2022 n. 254).
Quante taglie prevede la UNI EN 1729? Otto, numerate da 0 a 7, per stature da 80 a 207 centimetri: la grandezza si sceglie misurando l'alunno, non in base all'età o alla classe.
Quanto deve essere alto il banco in una scuola elementare? Dipende dalla statura dell'alunno, non dalla classe: per esempio 59 centimetri con sedile a 35 per la grandezza 3 (alunni fra 119 e 142 cm), 64 con sedile a 38 per la grandezza 4 (fra 133 e 159 cm).
Le sedie scolastiche imbottite devono essere di classe 1 IM? Con la regola tecnica V.7 del Codice di prevenzione incendi, sì nei corridoi, negli atri e negli spazi calmi; il DM 26 agosto 1992, al punto 3.1, regola invece rivestimenti e tendaggi e non nomina le sedute imbottite.
A chi si chiedono gli arredi scolastici? Al comune per infanzia, primaria e scuola media, alla provincia per le superiori, come stabilisce l'articolo 3 della legge 23 del 1996.
Che garanzia chiede il CAM sugli arredi scolastici? Almeno cinque anni dall'acquisto, con le parti di ricambio disponibili per lo stesso periodo e il loro costo indicato prima dell'acquisto.