Normative & Certificazioni

Sedie da ufficio a norma di legge: cosa chiede il D.Lgs. 81/08 e cosa misura la UNI EN 1335

Sedie da ufficio a norma di legge: cosa chiede il D.Lgs. 81/08 e cosa misura la UNI EN 1335

Aggiornato il 12 ottobre 2026

Una sedia da ufficio è a norma di legge quando rispetta l'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/08, il testo unico sulla sicurezza del lavoro. Il sedile deve essere stabile, girevole e facile da spostare, con l'altezza regolabile in modo indipendente dallo schienale; lo schienale deve sostenere la zona dorso-lombare e regolarsi in altezza e in inclinazione; bordi smussati, materiali traspiranti e pulibili, e un poggiapiedi per chi lo chiede. La legge non cita nessuna norma tecnica e non pretende un certificato. Per dimostrare che una sedia ha quelle caratteristiche si usa la UNI EN 1335, che le traduce in millimetri e in prove di laboratorio.

Ogni riga dell'allegato corrisponde a qualcosa che si controlla con la sedia davanti, e a un vantaggio per chi ci passa la giornata. Le prendo una per una, con i numeri della norma e quello che cambia se si compra per un'azienda privata o per un ente pubblico.

Cosa scrive l'Allegato XXXIV sul sedile di lavoro

La lettera e) è breve e conviene leggerla com'è: «Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti, nonché una posizione comoda». Poi l'altezza, che deve essere «regolabile in maniera indipendente dallo schienale», e una seduta di dimensioni «adeguate alle caratteristiche antropometriche dell'utilizzatore», cioè al suo corpo. Lo schienale deve fornire «un adeguato supporto alla regione dorso-lombare», avere altezza e inclinazione regolabili e restare fermo nella posizione scelta: chi lo regola deve poterlo bloccare lì.

Il resto riguarda il contatto e il movimento. Seduta e schienale hanno bordi smussati. I materiali devono lasciar passare l'aria quanto basta a non compromettere il comfort, e devono potersi pulire. La sedia è girevole «per facilitare i cambi di posizione» e si sposta senza fatica secondo le necessità di chi la usa. Il poggiapiedi va messo a disposizione di chi lo desidera e non deve scivolare mentre lo si usa.

Due cose la legge non le scrive. I braccioli: l'allegato li nomina soltanto quando parla dello spazio sotto il piano, «se presenti». E le ruote: chiede una sedia facile da spostare, senza dire come. Lo schienale invece c'è, perché tutta la parte sul supporto dorso-lombare lo presuppone; uno sgabello, per quanto ben fatto, non basta a una postazione al videoterminale. La lettera che precede quella sul sedile riguarda il piano di lavoro.

A chi si applica, e cosa rischia chi non la rispetta

Il Titolo VII del decreto vale per le attività che comportano l'uso di videoterminali e, quando definisce il «posto di lavoro», elenca espressamente la sedia e il piano. L'articolo 174 obbliga il datore di lavoro a organizzare quei posti «in conformità ai requisiti minimi» dell'Allegato XXXIV. Le venti ore settimanali, dedotte le interruzioni, servono invece a stabilire chi è «lavoratore» al videoterminale, con le pause e la sorveglianza sanitaria che la legge gli riconosce.

Per chi compra contano altri due passaggi. Il primo riguarda chi lavora a distanza in modo continuativo, collegato in via informatica: l'articolo 3, comma 10, gli applica il Titolo VII «indipendentemente dall'ambito in cui si svolge la prestazione». Il secondo è la sanzione. La violazione dell'articolo 174 è punita con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda (articolo 178), e più carenze riferite all'allegato contano come un'unica violazione, che l'organo di vigilanza deve comunque precisare requisito per requisito.

La UNI EN 1335 traduce la legge in millimetri

La norma europea sulle sedie da lavoro per ufficio oggi ha due parti. La UNI EN 1335-1, nell'edizione 2020 aggiornata dall'emendamento del 2022, fissa le dimensioni e divide le sedie in quattro tipi. La UNI EN 1335-2 del 2018 stabilisce sicurezza, resistenza e durata. Se una scheda o un capitolato cita ancora una «parte 3», è rimasto indietro: la EN 1335-2:2018 ha sostituito sia la propria edizione del 2009 sia la EN 1335-3 dello stesso anno, e i metodi di prova oggi vengono dalle norme EN 1728 ed EN 1022.

Messe accanto alla legge, le due parti si leggono meglio. La norma chiama sedia da lavoro per ufficio quella con l'altezza del sedile regolabile e la rotazione orizzontale, cioè i due requisiti che l'allegato mette per primi. Dove la legge scrive «bordi smussati», la EN 1335-2 chiede un raggio di almeno 2 millimetri sui bordi di seduta, schienale e braccioli che toccano chi è seduto. Dove la legge chiede regolazioni, la norma precisa che i comandi devono potersi azionare stando seduti e che molle, pistoni a gas e motori non devono lasciare punti accessibili in cui le dita restano pizzicate o schiacciate.

Sui carichi la legge tace, e la norma mette un numero. I suoi requisiti partono da un uso di otto ore al giorno da parte di persone fino a 110 chili. Le prove si fanno tutte sullo stesso esemplare: per seduta e schienale il primo passaggio della prova di durata vale 120.000 cicli, i braccioli ne devono reggere 60.000, e solo dopo arrivano le prove di stabilità. Se in ufficio c'è chi pesa di più, o la sedia lavora su più turni, al produttore si chiede per quale carico e per quante ore è stata provata. Nel nostro catalogo le sedie ufficio UNI EN 1335 sono raccolte in una pagina sola, proprio per partire da qui.

Ax, A, B, C: le misure dei quattro tipi

La parte 1 distingue i tipi per ampiezza di regolazione. Il tipo Ax, introdotto nel 2020 per coprire una parte più ampia della popolazione, ha le regolazioni più estese; il tipo C le ha limitate. Nell'edizione 2020 l'altezza del sedile deve coprire almeno questi intervalli:

Tipo Ax: da 400 a 540 mm, con una corsa minima di 160
Tipo A: da 400 a 520 mm, corsa minima 130
Tipo B: da 420 a 510 mm, corsa minima 100
Tipo C: da 430 a 480 mm, corsa minima 80

Altri valori valgono per tutti i tipi: seduta larga almeno 400 mm e profonda almeno 380, schienale alto e largo almeno 360, supporto lombare collocato fra 170 e 300 mm. Prima di copiarli in un capitolato si controllano sulla versione in vigore, perché l'emendamento del 2022 ha corretto parti del testo.

Quale tipo serve lo decide chi siede, e un po' anche il pavimento. Nei nostri montaggi l'altezza reale di una scrivania si scosta di solito da tre a cinque centimetri da quella di catalogo, e la sedia deve compensare. Con quattro o cinque centimetri di scarto, su un tipo C se ne va più di metà della corsa, su un tipo Ax fra un quarto e un terzo. Per questo, in un'area operativa dove la stessa postazione serve persone diverse nella stessa settimana, i tipi Ax e A sono la scelta prudente.

Tutte queste misure partono da una postura di riferimento, con caviglie, ginocchia e anche a novanta gradi, che la stessa EN 1335-1 dichiara non ottimale: perché non va imitata, e come si regola davvero la sedia, lo spiega la guida su come regolare lo schienale della sedia da ufficio.

Negli appalti pubblici la norma diventa obbligatoria

Per un'azienda privata la UNI EN 1335 è il modo più solido per dimostrare che la sedia rispetta l'allegato. Per un ente pubblico c'è un passo in più. I criteri ambientali minimi per gli arredi da interni, adottati con il decreto del 23 giugno 2022, vanno inseriti nei documenti di gara almeno per le specifiche tecniche e le clausole contrattuali, come prevede l'articolo 57 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). Per le sedute da ufficio chiedono la conformità alla UNI EN 1335-1 e alla UNI EN 1335-2, alla UNI 9084 sulla durata del meccanismo che regola l'altezza del sedile e, per le parti metalliche, alla prova in nebbia salina UNI ISO 9227.

Anche la prova è precisa: dichiarazioni di conformità rilasciate da organismi di valutazione della conformità, con prove sul prodotto finito che si fornisce oppure su un prodotto rappresentativo della sua famiglia. Una dichiarazione firmata dal solo venditore non soddisfa il criterio. Le sedute per visitatori e sale riunioni, invece, seguono un'altra norma, la UNI EN 16139 (oggi nell'edizione 2025) sulle sedute non domestiche, e la EN 1335 dichiara di non applicarsi alle altre sedute dell'ufficio che hanno una norma propria: chi arreda con sedie per sala riunioni chiede la 16139.

Come controllare una sedia prima di comprarla

1. Chiedere la dichiarazione di conformità alla UNI EN 1335-1 e alla UNI EN 1335-2, con il tipo indicato: Ax, A, B o C.
2. Controllare che il rapporto di prova riguardi il modello offerto, o la famiglia a cui appartiene, e non un altro.
3. Sedersi e provare le regolazioni che la legge chiede: altezza del sedile indipendente dallo schienale, schienale regolabile in altezza e inclinazione e bloccabile, rotazione. I comandi si devono raggiungere da seduti.
4. Confrontare il carico di prova con le persone che useranno la sedia: la EN 1335-2 è costruita su 110 chili e otto ore al giorno.
5. Per una gara pubblica, verificare che le dichiarazioni vengano da un organismo di valutazione della conformità e coprano anche la UNI 9084 e la UNI ISO 9227.

Fatti questi controlli, la scelta fra le sedie operative si restringe in fretta, perché resta la domanda giusta: chi ci siederà, per quante ore, su una postazione sua o condivisa. L'ultima verifica si fa il giorno della consegna, con la persona seduta alla sua scrivania e i piedi appoggiati, a terra o sul poggiapiedi che la legge le riconosce se lo chiede.

Risposte rapide

Quali requisiti deve avere una sedia da ufficio a norma di legge? Secondo l'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/08 il sedile è stabile, girevole e facile da spostare, con altezza regolabile indipendentemente dallo schienale; lo schienale sostiene la zona dorso-lombare, si regola in altezza e inclinazione e si blocca; bordi smussati, materiali traspiranti e pulibili, poggiapiedi per chi lo chiede.

La certificazione UNI EN 1335 è obbligatoria per legge? Il D.Lgs. 81/08 non cita norme tecniche: la UNI EN 1335 è il modo per dimostrare i requisiti dell'allegato. Negli appalti pubblici è obbligatoria, perché la chiedono i criteri ambientali minimi per gli arredi del 2022.

A che altezza deve stare la seduta di una sedia da ufficio? La legge chiede che sia regolabile. La UNI EN 1335-1, edizione 2020, chiede che copra almeno da 400 a 540 mm per il tipo Ax, da 400 a 520 per il tipo A e da 420 a 510 per il tipo B.

La sedia da ufficio deve avere i braccioli? L'Allegato XXXIV non li prescrive e li nomina solo «se presenti». Lo schienale invece serve: la legge ne descrive il supporto e le regolazioni.

Quanto peso regge una sedia da ufficio conforme alla EN 1335? La UNI EN 1335-2:2018 basa i suoi requisiti su un uso di otto ore al giorno da parte di persone fino a 110 chili.

Le sedie per sala riunioni devono essere conformi alla EN 1335? La EN 1335 riguarda le sedie da lavoro per ufficio; per le sedute visitatori e sale riunioni i criteri ambientali minimi indicano la UNI EN 16139.

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