Ergonomia & Benessere

Come regolare lo schienale della sedia da ufficio, nell'ordine giusto

Come regolare lo schienale della sedia da ufficio, nell'ordine giusto

Aggiornato il 12 ottobre 2026

Lo schienale della sedia da ufficio si regola per ultimo, quando il sedile è già all'altezza giusta, e in tre mosse: l'altezza, perché il sostegno lombare cada sulla curva bassa della schiena; l'inclinazione, che nelle schede INAIL per il lavoro al videoterminale forma con la seduta un angolo di 90-100 gradi; la tensione, cioè la forza con cui lo schienale ti segue quando ti appoggi. Se si parte dallo schienale, ogni ritocco al sedile lo sposta di nuovo. Qui sotto trovi la procedura nell'ordine giusto, con quello che i produttori scrivono nelle istruzioni e i numeri che vale la pena conoscere.

Prima il sedile: lo schienale si regola su chi è già seduto bene

L'ordine lo indicava già l'INAIL nell'opuscolo del 2002 per chi lavora al videoterminale: prima l'altezza del sedile, con le cosce orizzontali o appena inclinate verso il basso e i piedi appoggiati per intero sul pavimento, poi il piano, portato all'altezza dei gomiti. Se il piano è fisso e troppo alto, si alza la sedia finché gli avambracci appoggiano e si aggiunge un poggiapiedi. I produttori dicono la stessa cosa in gradi. Sedus e ICF, nelle istruzioni delle loro sedie, chiedono circa 90 gradi al gomito con l'avambraccio sul piano e circa 90 al ginocchio con i piedi a terra.

Il sedile, passo per passo
1. Per abbassarlo resta seduto e tira la leva: il sedile scende sotto il tuo peso.
2. Per alzarlo sollevati dalla seduta e tira la leva: senza carico il sedile sale, come scrivono sia Sedus sia ICF.
3. Siediti in fondo e usa tutta la seduta: secondo Sedus solo così la schiena prende il contatto giusto con lo schienale.
4. Se il sedile scorre in profondità, lascia fra il bordo e l'incavo del ginocchio circa quattro centimetri, la misura dell'opuscolo INAIL.

C'è poi un dettaglio che la scheda tecnica non conosce. Nei nostri montaggi l'altezza reale del piano si scosta di solito da tre a cinque centimetri da quella di catalogo. La sedia va regolata sulla scrivania com'è montata, non sul numero scritto nella scheda. Quanto dovrebbe essere alto quel piano lo spiega l'articolo sull'altezza della scrivania da ufficio.

Altezza dello schienale: il sostegno lombare va sulla curva bassa della schiena

La legge chiede che lo schienale dia «un adeguato supporto alla regione dorso-lombare» e che sia regolabile in altezza e in inclinazione: lo scrive l'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008. Dove sia quel punto lo precisa Sedus nelle istruzioni della se:flex. La curvatura dello schienale deve sostenere la colonna all'altezza della terza e della quarta vertebra lombare, dove la schiena si incurva di più in avanti.

Il gesto cambia con il meccanismo. Sulla Duo Chair di ICF lo schienale sale a scatti: resti seduto con i piedi a terra, lo afferri senza appoggiarti e lo sollevi, e lui fa clic in sei posizioni fino in cima; se lo alzi ancora, torna libero in basso e si ricomincia. Dove il sostegno lombare è separato dallo schienale, come sulla se:flex, lo si fa scorrere con tutte e due le mani, senza appoggiare la schiena. In entrambi i casi la prova si fa subito dopo, sedendosi bene contro lo schienale: l'opuscolo INAIL chiede di «poggiare bene la schiena allo schienale», in modo che la regione lombare sia sostenuta.

Quanto deve potersi inclinare uno schienale

Un numero unico per l'escursione, nei testi che abbiamo letto, non c'è. La legge vuole un'inclinazione regolabile. La norma europea delle sedute da ufficio, la UNI EN 1335-1, la prevede in tutti e quattro i tipi di sedia che descrive, come riassume il laboratorio CATAS. Il numero che serve per lavorare lo dà l'INAIL: nelle schede del 2022 sulla postura al videoterminale lo schienale forma con la seduta un angolo di 90-100 gradi.

Quanto possa aprirsi oltre dipende dal modello, e ogni produttore lo dichiara a modo suo. Sedus permette di limitare l'apertura dello schienale a 0, 8, 16 o 26 gradi con una manopola. ICF lo blocca in verticale oppure ne limita la corsa in quattro posizioni. Humanscale dichiara per la World LM 17 gradi di reclinazione più 8 di inclinazione dello schienale.

Se il lavoro porta a stare reclinati, per esempio davanti a schermi posti più in alto della testa, l'INAIL chiede uno schienale che sostenga in sicurezza anche le scapole.

La manopola sotto il sedile regola la tensione del tilt

La manopola sotto la parte anteriore del sedile regola la tensione del tilt, in inglese tilt tension: la forza della molla che fa oscillare lo schienale. Le istruzioni della Duo Chair la spiegano in tre righe. Girandola in senso orario la tensione aumenta, in senso antiorario diminuisce, e «una maggior tensione del meccanismo di oscillazione fornisce maggiore stabilità e supporto alla schiena quando si oscilla».

Si regola da seduti, appoggiandosi. Se lo schienale cede appena lo tocchi, la tensione è poca per il tuo peso: gira in senso orario. Se per muoverlo devi spingere con le spalle, è troppa: gira dall'altra parte, finché ti accompagna senza lasciarti cadere.

Non tutte le sedie hanno la manopola. Il meccanismo Similar di Sedus si regola da solo sul peso di chi siede, e l'opzione ComfortSwitch aggiunge una leva con due modalità, morbida e rigida. La World LM di Humanscale usa il peso della persona per reclinare, senza manopole né leve da regolare. Su queste sedie la forza con cui lo schienale ti segue la decide il peso di chi siede.

Bloccare lo schienale si può, tenerlo sempre bloccato è un'altra scelta

Qui legge e manuali sembrano dire cose opposte. L'Allegato XXXIV vuole che chi usa la sedia possa «fissare lo schienale nella posizione selezionata». ICF, nelle istruzioni della Duo Chair, consiglia invece di non bloccare l'oscillazione «per garantire un costante supporto alla schiena», e Sedus raccomanda di «regolare dinamicamente lo schienale». Le due indicazioni stanno insieme: la sedia deve saper fermare lo schienale, chi la usa può scegliere di lasciarlo libero.

Dietro questa scelta c'è un'idea da rivedere, quella della posizione corretta con caviglie, ginocchia e anche a novanta gradi, piedi a terra e busto eretto. Nella norma c'è davvero: la UNI EN 1335-1 la descrive come postura di riferimento, quella su cui si prendono le misure delle sedie. Nella stessa introduzione, però, scrive che quella postura non rappresenta la postura ottimale, né quella a cui tendere, e che una seduta deve permettere frequenti cambi di posizione per evitare affaticamento muscolare e problemi di circolazione. L'INAIL va nella stessa direzione: considera standard le ginocchia piegate a novanta gradi, consiglia di aprire l'angolo un po' oltre e chiede che la posizione non resti fissa.

I novanta gradi servono alla norma per misurare la sedia. Alla schiena serve potersi muovere.

Braccioli: avambracci appoggiati, senza tenerti lontano dal piano

Per l'INAIL i braccioli devono essere regolabili e soprattutto non devono impedirti di avvicinarti al piano: la sedia deve poter entrare sotto la scrivania quando non servono a sostenere le braccia. L'opuscolo del 2002 aggiunge che devono lasciare le spalle rilassate e i polsi diritti. Si regolano dopo sedile e schienale, con l'avambraccio appoggiato, abbassandoli finché le spalle non salgono più. Sui braccioli che Sedus chiama 4D l'appoggio si sposta anche avanti e indietro, a destra e a sinistra, e ruota su sé stesso.

Postazioni condivise: la sedia si regola a ogni cambio di persona

Sedus scrive che gli uffici, in media, sono occupati solo per metà del tempo e che crescono le postazioni usate da più persone in momenti diversi. Su una sedia che cambia utente ogni giorno, la regolazione lasciata da chi c'era prima è quella di un altro corpo. In un'area operativa a postazioni condivise conviene insegnare a tutti la stessa sequenza, da ripetere ogni volta che ci si siede:

1. Sedile: piedi a terra, cosce orizzontali, gomiti a circa 90 gradi sul piano.
2. Altezza dello schienale: sostegno sulla curva lombare.
3. Inclinazione: 90-100 gradi fra schienale e seduta per lavorare.
4. Tensione: lo schienale ti segue senza cedere e senza spingerti in avanti.
5. Braccioli: avambracci appoggiati, spalle basse, sedia che entra sotto il piano.

Quando la regolazione non tiene

L'altezza del sedile la tiene la cartuccia a gas, il pistone sotto la seduta. Se il sedile non resta dove l'hai messo, non si apre e non si blocca in proprio: Sedus scrive che manutenzione e sostituzione della cartuccia spettano solo a personale specializzato, e ICF dice lo stesso del suo sistema pneumatico. Sulle sedie nuove, poi, c'è un controllo in più: Sedus chiede di togliere dalle rotelle, al primo utilizzo, il rivestimento colorato messo per il trasporto.

Se la sedia non si regola abbastanza, conta il tipo

Una sedia può fare solo le regolazioni che ha. La UNI EN 1335-1 divide le sedute da lavoro per ufficio in quattro tipi, Ax, A, B e C, dal più regolabile al meno. Secondo CATAS, i tipi Ax e A hanno profondità del sedile regolabile, inclinazione regolabile di sedile e schienale, sostegno lombare regolabile in altezza e braccioli regolabili almeno in altezza e larghezza; i tipi B e C hanno lo schienale inclinabile, mentre il resto può essere fisso. Anche il modo di misurarle è cambiato: il metodo oggi usa una sagoma anatomica di 64 chili che carica sedile e schienale come una persona seduta. Chi sceglie per un ufficio dove la sedia passa di mano trova fra le sedie ufficio UNI EN 1335 quelle che dichiarano la norma, e fra le sedie operative i modelli da provare con questa procedura. In capitolato conviene una riga sola: il tipo di sedia secondo la UNI EN 1335-1, dichiarato dal produttore, e la sedia regolata sulla persona il giorno della consegna.

Risposte rapide

Come si regola lo schienale della sedia da ufficio? Dopo il sedile: prima l'altezza, con il sostegno sulla curva lombare, poi l'inclinazione, intorno a 90-100 gradi rispetto alla seduta per lavorare secondo l'INAIL, infine la tensione, adatta al proprio peso.

Quanto deve potersi inclinare lo schienale di una sedia ergonomica? La legge chiede che l'inclinazione sia regolabile e la UNI EN 1335-1 la prevede in tutti i tipi di sedia; per lavorare l'INAIL indica 90-100 gradi fra schienale e seduta, mentre l'apertura massima la dichiara ogni produttore.

Che cosa significa tilt tension? È la tensione della molla che fa oscillare lo schienale. Si regola con la manopola sotto la parte anteriore del sedile: in senso orario aumenta, in senso antiorario diminuisce.

Come si alza una sedia da ufficio? Ci si solleva dalla seduta e si tira la leva: senza peso il sedile sale. Per abbassarlo si resta seduti e si tira la stessa leva.

Lo schienale va tenuto bloccato? La legge vuole che si possa bloccare, ma ICF e Sedus consigliano di lasciarlo oscillare, perché sostenga la schiena anche quando ci si muove.

Qual è la posizione corretta sulla sedia da ufficio? Piedi a terra, cosce orizzontali e schiena appoggiata con il sostegno lombare in posizione. La UNI EN 1335-1 avverte però che la postura a 90 gradi è un riferimento per le misure, non la postura ottimale, e chiede di poter cambiare posizione spesso.

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