Due mestieri in una firma sola: Pierre Paulin

C'è una linea che attraversa tutta la carriera di Pierre Paulin e che di solito si racconta male: il mobile di serie e il mobile di Stato sono lo stesso lavoro. Nel 1953 il successo al Salon des arts ménagers gli apre la collaborazione con Thonet France, che dall'anno dopo produce i suoi pezzi; nel 1960 arriva il Prix René-Gabriel, riconoscimento francese al mobile industriale. Vent'anni più tardi gli stessi principi — pochi elementi, un telaio, un rivestimento teso — vestiranno le sale dell'Eliseo e le sedute di un'ala del Louvre. Formato da Maxime Old e cresciuto nello studio di Marcel Gascoin, non ha mai considerato le due cose distanti.

Del suo catalogo, a La Mercanti arriva l'Osaka: divano modulare disegnato nel 1967 e rimesso in produzione da laCividina, moduli diritti e curvi, struttura rinforzata per le aree pubbliche, poliuretano ignifugo in densità diverse. Un pezzo da hall e da attesa che ha cinquant'anni di storia alle spalle e una scheda tecnica di oggi.