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La frase è del produttore, e non ammorbidisce nulla: nel 1967 Pierre Paulin «sfidò il razionalismo dominante» e immaginò un sistema di sedute «caratterizzato da linee sinuose e organiche». Mentre gli uffici si riempivano di spigoli, il divano Osaka prendeva la forma opposta: una fascia continua che si piega, si apre e torna dritta senza mai mostrare un angolo retto. Oggi lo produce LaCividina, che lo ha rimesso in catalogo nel 2013 con la stessa idea di partenza e una costruzione da contract.
Quella linea ha un compito preciso. Nelle poltrone attesa di una hall la fila dritta separa le persone; la curva le mette in leggera diagonale, e chi aspetta smette di guardare la nuca del vicino. Per questo il pezzo entra nei progetti di reception di banche, studi e sedi direzionali, dove l’attesa dura e l’ambiente deve reggere lo sguardo di chi arriva.
La famiglia si compone di elementi dritti e curvi: il divano con schienale in dieci lunghezze da 180 a 630 cm, la panca senza schienale nelle stesse misure e la versione Osaka Outdoor per gli spazi esterni. Su questa base si disegnano composizioni chiuse, aperte o a serpentina, come per i divani lounge delle aree informali. La Mercanti riporta in pianta il raggio della curva e lo verifica con LaCividina prima di confermare i codici.
Indica le finiture che vuoi valutare
Lo schienale. La panca (codici 8811-8820) è profonda 78 cm e alta 42, cioè la sola altezza di seduta; il divano (8801-8810) è profondo 67 cm con schienale a 78 cm. Le dieci lunghezze sono le stesse per entrambi, così una composizione può alternare tratti con appoggio e tratti aperti su due lati.
Il listino indica una rosa precisa: Stretchy nella categoria B, Trio e Bit nella Extra, Mosaic 2 e Uniform Mélange nella Maxi, Arda e Regos nella Top, Triangle e Gentle 2 nella Special. Sono tessuti scelti per seguire la curva del pezzo; tutti sono dichiarati flame retardant dal produttore.
Una finitura sola: acciaio verniciato nero RAL 9005. La base resta in vista sotto la fascia imbottita e disegna una linea scura continua lungo tutta la composizione; nella versione Outdoor l’acciaio è verniciato in cataforesi per resistere all’esterno.
Nel 2013, come riporta il listino accanto al nome del designer: «1967 / 2013». La pagina della realizzazione Louis Vuitton conferma la data. LaCividina ha ripreso il disegno di Paulin e lo ha ricostruito con telaio rinforzato, poliuretano ignifugo e cuciture rinforzate in fibra di carbonio.
Su ogni codice compare la classificazione francese «sous famille >50% métal», usata per l’eco-contributo sull’arredo: significa che oltre metà del peso del pezzo è acciaio. È il telaio a fare la differenza, non l’imbottitura, e spiega perché il divano più lungo superi i duecento chili.
Il rivestimento di Osaka è sfoderabile. Cinque passaggi per cambiare il tessuto senza toccare la struttura in acciaio.
È il primo che entra e il primo che esce: sul divano Osaka si sfila verso l’alto dai supporti di schienale, e la sua fodera stretch resta libera in mano.
Prima il centrale, poi il frontale: in quest’ordine lasciano il telaio di Osaka. Sulla panca, che non ha schienale, sono gli unici due.
Il tessuto stretch si toglie dal cuscino e si etichetta con numero dell’elemento e posizione: in una fila Osaka di più lunghezze evita di rimontare la fodera sbagliata.
Il tessuto si tende lungo il cuscino, non in larghezza: su Osaka l’allungamento va nella direzione dell’arco, così la cucitura interna resta dritta.
Schienale, sedile frontale, sedile centrale. La Mercanti lascia con ogni fornitura Osaka la sequenza dei cuscini di LaCividina, così la manutenzione la ripete senza chiedere.