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Condizioni dedicate per professionisti, aziende e studi di progettazione
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Un Compasso d'Oro ADI datato 1989 e una scheda tecnica rivista nel giugno 2024: fra i due documenti passano oltre trent'anni. La giuria della XV edizione, riunita a Milano il 12 aprile 1989, premiò la prima versione di Mura «per qualità formale e funzionale nella compiutezza dell'immagine». La si ordina ancora, fra le poltrone per auditorium di oggi, con i numeri che in una sala contano davvero: 30 cm di profondità a sedile chiuso, interasse da 53 a 56 cm, file a 85 cm sul pavimento in piano.
Il premio pesa meno della tenuta nel tempo. Gino Gamberini disegnò fianchi pieni, profondi 30 cm, con sedile e schienale che da chiusi si allineano alle fiancate: un impianto che non lascia nulla in vista e nulla da aggiornare. Lo schienale si sceglie alto, 96 cm, o basso, 82 cm; la seduta resta a 47 cm in entrambi i casi. Chi progetta una sala lo apprezza al secondo sopralluogo, non al primo.
Con la tavoletta che si ripiega dentro il fianco, Mura passa dal teatro ai convegni e alle aule universitarie; nella versione su barra cambia il modo di fissarla al pavimento, con un piede ogni due o tre posti; su progetto il fianco scende a 24 cm, nelle sale dove ogni centimetro di fila vale un posto. Chi la specifica oggi riceve da La Mercanti la scheda del 2024, non la fotografia del 1989: un premio si verifica sui numeri di adesso.
Collezione: Mura
Produttore: Lamm S.r.l., San Secondo Parmense (Parma), Italia
Design: Gino Gamberini
Che cos'è: poltrona compatta per auditorium e sale conferenze, dalle dimensioni contenute, che unisce ricerca formale e comfort
Tipologie: versione standard con schienale e sedile che, da chiusi, si allineano alle fiancate; fiancata a terra oppure su barra; schienale alto o basso
Installazione: su pavimenti piani, inclinati o a gradoni, in file diritte o in curva
Interasse: da 53 a 56 cm
Distanza fra le file: 85 cm in piano · 90 cm sui gradoni · almeno 85 cm nelle file curve
Raggio minimo di curva: 15 m (standard)
Sedile e schienale: struttura in multistrato, imbottitura in poliuretano espanso ritardante di fiamma, indeformabile; schienale in due altezze
Meccanismo: dispositivo a gravità che libera il sedile e ne accompagna il ribaltamento con un movimento rallentato da un ammortizzatore (soft-close); in sincrono lo schienale si abbassa e si porta in verticale, riducendo l'ingombro della fila
Fianco: profondo 30 cm; stessa costruzione del sedile (struttura e imbottitura); rivestito in tessuto, pelle o ecopelle
Fianco su progetto: 24 cm di profondità
Fissaggio: a pavimento, con piede in lamiera d'acciaio verniciato a polveri epossidiche antigraffio e anticorrosione
Finiture del piede e della barra: nero semiopaco RAL 9005 · argento semiopaco · bronzo goffrato · grafite goffrato
Versione su barra: barra da 2 o 3 posti in tubolare d'acciaio a sezione quadra, verniciata nelle stesse finiture; piede in acciaio verniciato fissato a pavimento ogni 2/3 posti; fianchi come pannelli di altezza unica appoggiati sulla barra, tranne quelli della prima fila, che possono arrivare a terra
Tavoletta (accessorio): solo con il fianco standard, non con quello su progetto; piano in HPL stratificato nero, snodo in alluminio pressofuso, si ripiega a scomparsa dentro il fianco con movimento antipanico
Accessori: tavoletta ribaltabile a scomparsa · elementi di identificazione del posto e della fila · predisposizione per l'elettrificazione (presa su richiesta) · sistema di amovibilità su ruote delle poltrone quando non in uso (solo con piedi fissati a pavimento, in file diritte)
Altezze: complessiva 82 cm con schienale basso, 96 cm con schienale alto · fianco 68 cm (basso) / 83 cm (alto) · seduta 47 cm
Profondità: chiusa, con sedile e schienale allineati ai fianchi, pari alla profondità del fianco · 38 cm (basso) / 41 cm (alto) con lo schienale in posizione d'uso · 68/71 cm con il sedile aperto · 73/76 cm con la tavoletta aperta
Spessore del fianco: 7 cm in vista frontale
Rivestimenti per categoria: cat. 1 Inca, King, Trevi CS · cat. 2 Silvertex, Extrema Au · cat. 3 Luna CS, Revive 1 (Kvadrat), Remix 2 (Kvadrat) · cat. 4 Steelcut Trio 3 (Kvadrat), pelle
HPL stratificato: nero
Legno massello verniciato: faggio, rovere
Imbottiture: certificate CertiPUR®
Componenti lignei: a bassa emissione di formaldeide
Riconoscimenti: Compasso d'Oro ADI, XV edizione (1989), alla prima versione
Collaudi: collaudata secondo le norme europee
Indica le finiture che vuoi valutare
Nella versione standard ogni fianco scende fino al pavimento e porta il proprio piede. Nella versione su barra, invece, una barra in tubolare d'acciaio a sezione quadra regge due o tre posti e si fissa a terra con un piede ogni due o tre poltrone; i fianchi diventano pannelli di altezza unica appoggiati sulla barra, e solo quelli della prima fila possono arrivare al pavimento. La scelta si fa sulla sezione del pavimento, prima di contare i posti.
Sì, e vale per tutta la poltrona. Sedile, schienale e fianchi vestono lo stesso materiale, che può essere uno di tre: un tessuto della cartella, la pelle, oppure l'ecopelle. Anche il fianco, che in una fila è la parte più toccata, porta il rivestimento scelto e non resta nudo. Una sala in pelle e una in tessuto hanno la stessa poltrona sotto; cambia il modo in cui la fila assorbe la luce e gli anni. Per chi ordina, il rivestimento è una voce sola, da scrivere accanto ai posti di ciascuna fila.
Due cose, scritte con le parole del produttore. La prima: le schiume di sedile, schienale e fianchi portano la certificazione CertiPUR®, che riguarda la composizione del poliuretano. La seconda sta nel legno: per le parti in multistrato Lamm dichiara un'emissione contenuta di formaldeide. In un capitolato si riportano così come sono, senza classi, sigle o numeri di norma che la scheda non cita: un dato in più, inventato, pesa meno di un dato in meno. Per chi gestisce una sala chiusa con centinaia di posti, le due righe insieme dicono che cosa respira il pubblico seduto per ore.
Di quattro, divisi in due famiglie. Le finiture semiopache sono due, l'argento e il nero RAL 9005; le goffrate sono le altre due, bronzo e grafite. Tutte nascono dalla stessa verniciatura a polveri epossidiche sulla lamiera d'acciaio, dichiarata antigraffio e anticorrosione, e la stessa tinta passa sulla barra quando la fila è su barra. Per la sala significa accordare il piede al pavimento invece di nasconderlo: un bronzo goffrato su un parquet e un grafite su una moquette scura si leggono come parte dell'arredo.
Sì: in piano le file si tracciano a 85 cm, mentre sui gradoni la tavola tecnica disegna 90 cm. La differenza va letta insieme alla sezione della sala, perché l'alzata del gradone e la profondità della pedata si decidono con il passo delle file, non dopo. Nelle file curve vale comunque un minimo di 85 cm.
I cinque controlli da fare sulla pianta prima di ordinare una fila curva di Mura: raggio, distanza fra le file, interasse, fianchi di testa e ciò che la curva esclude.
Le file curve di Mura si disegnano con un raggio minimo standard di 15 metri. Il valore va scritto sulla pianta accanto al centro dell'arco, così che chi traccia in cantiere lo ritrovi senza interpretarlo: una curva più stretta non rientra nella configurazione standard del produttore.
Nelle file curve la distanza minima fra due file consecutive è di 85 cm, la stessa del pavimento in piano. Si misura da schienale a schienale lungo il raggio e si riporta su ogni fila dell'arco, perché verso l'esterno della curva la lunghezza cresce e il passo deve restare costante.
L'interasse di Mura va da 53 a 56 cm. Lungo un arco la stessa lunghezza di fila ospita più o meno posti a seconda del valore scelto: si sceglie il valore sulla pianta e si divide la lunghezza di ciascuna fila curva per quel numero.
Alle estremità di ogni fila stanno i due fianchi di testa, spessi 7 cm in vista frontale. Si sommano alla lunghezza calcolata con gli interassi: è la quota completa della fila, quella da confrontare con la parete e con i corridoi laterali.
Il sistema di amovibilità su ruote è previsto solo per le poltrone con piedi fissati a pavimento disposte in file diritte. Una fila curva resta fissa: se la sala deve liberarsi per altri usi, le file da spostare vanno disegnate diritte fin dall'inizio.