Emeco, la sigla di Hanover: dal 1944 si parte da quello che avanza

Sedute Emeco in alluminio riciclato intorno a un tavolo in una sala ristorante Emeco logo

Il marchio è una sigla. Nel 1944 Wilton Carlyle Dinges apre a Hanover, in Pennsylvania, la Electrical Machine and Equipment Company e chiama al banco gli operai dell'acciaio del posto: di quel nome lunghissimo sono rimaste le iniziali. La prima commessa arriva dal governo e riguarda una seduta capace di sopravvivere alla vita di bordo. Da allora l'azienda non ha cambiato né indirizzo né principio, che suona all'incirca così: si comincia da ciò che è avanzato e lo si trasforma in qualcosa che resta.

Ottant'anni dopo quel principio regge un catalogo di oltre trenta collezioni — sedie, sgabelli, tavoli, divani, panche, arredo da esterno — nate quasi sempre da una collaborazione, da Philippe Starck a Jasper Morrison, da Ettore Sottsass a Norman Foster. In Italia La Mercanti segue Emeco negli uffici, negli alberghi e nella ristorazione, e resta un solo interlocutore dalla scelta del pezzo alla consegna in cantiere.