Aggiornato il 12 ottobre 2026
Una scrivania bianca moderna in ufficio funziona bene, a una condizione: il piano deve essere opaco. Per chi lavora al computer la legge italiana chiede un piano di lavoro con una superficie «a basso indice di riflessione», e una finitura lucida, per definizione, rimanda la luce di finestre e lampade proprio dove si appoggiano tastiera e documenti. Quindi la domanda utile, quando si sceglie, riguarda la finitura del bianco più che il colore: melaminico, laminato, FENIX, laccato opaco o lucido, vetro. Da quella dipendono i riflessi, le impronte, i graffi e il modo giusto di pulirla.
Il vantaggio per chi ci lavora otto ore è concreto: un piano chiaro che non abbaglia, che resta bianco e che non si rovina alla prima pulizia fatta con il prodotto sbagliato.
Scrivania bianca in ufficio: che cosa chiede la legge sui riflessi
Il D.Lgs. 81/2008 considera videoterminalista chi usa il computer in modo sistematico o abituale per venti ore alla settimana, dedotte le interruzioni, e nell'Allegato XXXIV descrive la sua postazione. Alla lettera d) scrive che il piano di lavoro «deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di dimensioni sufficienti». La stessa logica la applica alla tastiera, che deve avere «una superficie opaca onde evitare i riflessi».
Poche righe più sotto, nella parte sull'illuminazione, il colore chiaro torna in un'altra veste. La legge chiede di tenere conto di «finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e attrezzature di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o riflessi sullo schermo», e di evitarli disponendo la postazione in funzione delle fonti di luce naturale e artificiale. Letti insieme, i due passaggi dicono una cosa precisa: un piano bianco è ammesso, purché sia opaco e purché la scrivania sia orientata rispetto alle finestre, che devono avere una copertura regolabile.
Per le scrivanie operative, quelle su cui si scrive e si legge tutto il giorno, la finitura opaca è quindi la scelta di partenza. Il bianco lucido resta per i pezzi su cui non si lavora al computer, come un mobile contenitore.
Quattro bianchi diversi sotto lo stesso nome
Nei listini dei produttori «bianco» indica un colore, e lo stesso colore esiste in materiali diversi, ciascuno con il suo comportamento. Lo mostra bene il tavolo Brunch di Lapalma, che sullo stesso piano offre laminato bianco, Fenix bianco e laccato bianco opaco. Oppure la scrivania direzionale Asymmetrical di Tecno: nel listino 2025 lo stesso bianco compare due volte, come laccato opaco con la sigla LO 0A e come laccato lucido con la sigla LL 0A. La differenza fra un piano che riflette e uno che non riflette, lì, è una lettera nella riga d'ordine.
Messi in fila, i bianchi che abbiamo trovato sulle schede delle scrivanie bianche di design sono questi:
1. Melaminico: pannello di particelle nobilitato, come il Bianco 68 della 5th Element di Las Mobili, con bordo in ABS da 2 mm nello stesso colore.
2. Laminato HPL: Tecno lo indica fra i piani della Nomos, Lapalma usa per il Brunch il laminato bianco 406 di Abet.
3. FENIX: superficie dichiarata dal produttore estremamente opaca e anti-impronta, con i micro-graffi superficiali riparabili con il calore.
4. Laccato: opaco o lucido. Della Rovere, per le scrivanie Uno e Zero, propone vernici lucide oppure opache goffrate, fra cui il Bianco nuvola.
E poi il vetro: temperato e retrolaccato in Bianco 79 sulle direzionali 5th Element, retroverniciato chiaro o ultrachiaro sulla Nomos, acidato sul lato superiore nel piano allungo della Be.1 di Frezza, cioè satinato proprio dove cade la luce.
Anche il bianco stesso cambia: Sedus, per la scrivania se:vision, dichiara un bianco puro e un bianco ghiaccio. Chi deve abbinare una scrivania nuova a mobili che ha già fa bene a chiedere il campione della finitura, e non a fidarsi della fotografia. Sulla pagina della scrivania bianca le schede riportano la finitura dichiarata da ciascun produttore, ed è lì che conviene confrontarle.
Opaco non vuol dire FENIX
FENIX è il materiale creato da Arpa Industriale nel 2013, e il produttore ne riassume le proprietà in quattro punti: bassa riflessione della luce con superficie estremamente opaca, morbidezza al tatto, anti-impronta, riparabilità termica dei micro-graffi superficiali. Spiega anche perché è opaco: visto al microscopio è un paesaggio di cime e avvallamenti che rimanda la luce in direzioni diverse. Per un piano bianco al videoterminale è la proprietà che l'Allegato XXXIV chiede al piano di lavoro. In collezione ci sono più bianchi, fra cui Bianco Malé, Bianco Alaska e Bianco Kos.
C'è però un'avvertenza che il produttore ripete nelle sue pagine sulla pulizia: non tutte le superfici opache apparentemente simili hanno la stessa resistenza ai detergenti, e nel dubbio è il fornitore del mobile a dover chiarire se si tratta davvero di FENIX. Un bianco opaco qualunque non va trattato come un FENIX. Prima di comprare, quindi, il nome del materiale si fa scrivere sull'offerta. Chi cerca proprio quel piano trova i prodotti con top Fenix raccolti in una sola pagina.
Come si pulisce una scrivania bianca, finitura per finitura
Melaminico
Sedus, nelle sue istruzioni d'uso, indica un panno multiuso leggermente inumidito in acqua calda; per lo sporco più ostinato sapone diluito in acqua o un detergente per vetri. Dopo la pulizia il melaminico va asciugato strofinando fino in fondo. Sconsiglia le creme abrasive e il lucido per mobili.
FENIX
Fra le schede che abbiamo letto, quella del FENIX è la più permissiva: acqua tiepida, qualsiasi detergente per la casa e, se serve, anche un solvente come l'acetone, seguendo le istruzioni di sicurezza. Per le macchie più resistenti ammette una gomma melaminica umida. Alla fine si risciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un panno pulito, per non lasciare residui e calcare. Sul caffè versato l'indicazione è assorbire, passare uno sgrassatore da cucina e risciacquare. I divieti riguardano una cosa sola, ed è la più interessante: niente creme abrasive, spugne abrasive o spazzole a setole dure, perché con il tempo possono creare un'area lucida sulla superficie opaca. Un piano scelto opaco per non riflettere, strofinato con l'abrasivo, può quindi ritrovarsi con un'area lucida.
Laccato e piani di un solo produttore
Per il Brunch, Lapalma dà un'istruzione unica per tutte le parti: panno umido o detergente liquido neutro diluito, e nessun prodotto a base alcolica, candeggina, solvente o abrasivo. Il Brunch però esiste anche in Fenix bianco, e lì le due istruzioni non coincidono: Arpa, produttore del materiale, ammette l'acetone sulla superficie FENIX; Lapalma, produttore del tavolo, esclude i solventi per tutte le parti, e il suo piano è un tamburato di legno curvato con telaio interno, rivestito. Sono due istruzioni scritte da due produttori diversi per lo stesso piano, ed è bene conoscerle entrambe prima di passare un solvente.
Il gesto più utile è banale: conservare la scheda di manutenzione del produttore insieme alla fattura e darla a chi fa le pulizie.
Il bianco e il tempo: sole, calore, impronte
Lapalma scrive nelle avvertenze del Brunch che il prodotto, se esposto alla luce del sole, può essere soggetto a variazioni di colore, e che non va esposto a fonti di calore superiori a 40 °C. Per una scrivania bianca vuol dire due cose pratiche. La prima: una postazione attaccata alla finestra, senza tenda, espone il piano alla luce diretta, e la stessa tenda regolabile che la legge chiede per i riflessi protegge anche il colore. La seconda: niente termosifoni, stufette o bollitori a contatto con il piano.
Sulle impronte decide di nuovo la finitura. FENIX è dichiarato anti-impronta dal produttore; per gli altri materiali le schede che abbiamo letto non dicono nulla, e non lo diciamo nemmeno noi. Nell'ufficio open space, dove molte postazioni guardano le stesse finestre, la scelta del bianco opaco e l'orientamento delle scrivanie si decidono insieme, in pianta, prima di ordinare.
Misure: il bianco non cambia le regole
Una scrivania bianca segue le stesse misure di tutte le altre. La legge indica un piano alto indicativamente fra 70 e 80 cm, la norma UNI EN 527-1 fissa 740 mm più o meno 20 per la scrivania fissa e da 650 a 1250 mm per quella regolabile seduti e in piedi. La UP di Las Mobili, per esempio, nelle versioni Basic e Plus va da 65 a 130 cm e si può avere con piano Bianco 68 e gambe bianche. Il perché di quei numeri è spiegato nella guida all'altezza della scrivania da ufficio. Un dettaglio che sul bianco conta più che altrove sono i cavi: sulla UP le vaschette portacavi esistono nere o bianche, e scegliere quelle bianche tiene in ordine il colpo d'occhio sotto il piano.
In un'offerta per scrivanie bianche, la riga che evita sorprese contiene quattro voci: il materiale del piano con il suo nome, la finitura opaca o lucida, il codice del colore e la scheda di manutenzione del produttore.
Risposte rapide
Una scrivania bianca va bene in ufficio?
Sì. La legge non vieta il bianco: per chi lavora al videoterminale chiede un piano a basso indice di riflessione e una postazione orientata rispetto alle finestre. Il bianco opaco risolve la prima, la posizione della scrivania la seconda.
Scrivania bianca lucida o opaca?
Opaca per le postazioni al computer. Il lucido riflette luce e finestre sul piano e l'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 chiede una superficie a basso indice di riflessione. Tecno, per esempio, offre lo stesso bianco nelle due finiture.
Il bianco FENIX si graffia?
Il produttore lo dichiara resistente e indica che i micro-graffi superficiali si possono riparare con il calore, seguendo il procedimento che mostra nelle sue istruzioni.
Come si pulisce una scrivania bianca in melaminico?
Con un panno inumidito in acqua calda e, per lo sporco ostinato, sapone diluito o detergente per vetri, asciugando bene alla fine. Sedus sconsiglia creme abrasive e lucido per mobili.
Posso usare l'acetone su una scrivania bianca?
Arpa, il produttore del FENIX, lo ammette sulla sua superficie, e avverte che non tutte le superfici opache simili resistono allo stesso modo. Lapalma, per il tavolo Brunch, anche nella versione in Fenix bianco, esclude i solventi su tutte le parti.
La scrivania bianca ingiallisce?
Le schede che abbiamo letto non parlano di ingiallimento. Lapalma avverte che l'esposizione alla luce del sole può far variare il colore: una tenda regolabile alla finestra protegge il piano e, insieme, toglie i riflessi dallo schermo.