Aggiornato il 12 ottobre 2026
Scrivania con sedia: l'abbinamento si fa prima con tre numeri e poi con il gusto: l'altezza dei braccioli da terra, lo spazio libero sotto il piano, la profondità che la poltrona occupa dietro la scrivania. La legge italiana lo dice in una riga, nell'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008, dove descrive il piano di lavoro della postazione al computer: lo spazio a disposizione deve permettere «l'ingresso del sedile e dei braccioli se presenti». Colore, rivestimento e famiglia contano, e ne parlo più sotto, ma vengono dopo. Una poltrona bellissima che si ferma prima del bordo resta un abbinamento sbagliato.
Chi ci siede tutto il giorno ne sente subito il beneficio: accosta la sedia fino in fondo, appoggia gli avambracci, lavora con la schiena sullo schienale invece che seduto in punta.
Sedia e scrivania di design: i braccioli devono entrare sotto il piano
Il primo numero da cercare è sulla scheda della sedia, e qui serve attenzione, perché non tutte le schede danno questa quota nella stessa maniera. Vaghi, per la poltrona direzionale Suoni, dichiara il sedile da 420 a 520 mm e i braccioli da 650 a 750 mm. Mascheroni, per la G7 nella versione presidenziale, scrive seduta da 45 a 52 cm e braccioli da 63 a 70 cm. In tutti e due i casi le quote dei braccioli salgono e scendono insieme al sedile: sono misure da terra, quelle che si confrontano direttamente con la scrivania.
Humanscale, per la World, segue l'altra strada. Indica i braccioli regolabili da 183 a 273 mm, o fissi a 241 mm, una quota che può valere solo sopra il sedile, visto che il sedile stesso parte da 397 mm nella versione in rete. Il listino Humanscale 2025 riporta gli stessi numeri. Per sapere dove arriva il bracciolo da terra, qui, si somma l'altezza del sedile.
Sembra un dettaglio da ufficio tecnico. Eppure basta questo perché due sedie con lo stesso numero sulla scheda si comportino in modo opposto davanti alla stessa scrivania.
Quanto spazio resta sotto il piano
Il secondo numero è sulla scheda della scrivania. Nel caso più comodo il produttore lo scrive già: Bralco, per la versione elettrica della Eleva, dichiara una regolazione da 71 a 117 cm misurata da terra al sottopiano. Altre schede danno invece l'altezza complessiva e lo spessore del piano, e la luce si ricava sottraendo. Tre esempi dal nostro catalogo:
1. AlfaOmega di Codutti: altezza 75 cm, piano Omega in MDF da 45 mm, piano Alfa in vetro da 10 mm su un sottotop da 35 mm. Restano al massimo 70,5 cm.
2. iSixty di Codutti: altezza 74 cm, piano da 60 mm. Restano al massimo 68 cm.
3. One di Codutti: altezza 75 cm, piano in noce da 41 mm. Restano al massimo 70,9 cm.
Ho scritto «al massimo» di proposito. Sotto il piano possono esserci elementi che la sottrazione non vede: la AlfaOmega ha due traverse in MDF laccato e una canalizzazione orizzontale di serie, la iSixty una canaletta orizzontale che porta i cavi dal centro del piano ai fianchi, la One traverse in acciaio inox sagomate per lo schienale e per il passaggio dei cavi. Le schede ne dichiarano la presenza, non la quota. Su una scrivania che ha anche i cassetti nel corpo, come la Jazz Ray di Mascheroni, alta 78 cm, il conto va fatto nel punto esatto in cui entreranno le gambe. E la Jera di Las Mobili dichiara un piano da 90 mm ma, sulla scheda pubblicata, non l'altezza complessiva: è la prima cosa da chiedere, prima ancora di guardare le poltrone.
Perché il piano stia a quell'altezza, e non a un'altra, lo spiega l'articolo dedicato a come si fissa l'altezza della scrivania da ufficio. Qui interessa la sua faccia nascosta, quella di sotto.
Il conto sulla carta, prima della prova
Messi insieme, i due numeri dicono in anticipo se una sedia entra. Il procedimento è questo:
1. Luce sotto il piano: altezza della scrivania meno spessore del piano, oppure il valore «da terra al sottopiano» se la scheda lo dà.
2. Braccioli da terra: il valore della scheda, oppure altezza del sedile più altezza del bracciolo sopra il sedile.
3. Confronto: il bracciolo deve restare sotto la luce libera, con il sedile regolato alla quota a cui la persona lavora davvero.
Provo con le due poltrone di prima. Sulla Suoni il bracciolo sta 23 cm sopra il sedile a entrambi gli estremi della corsa; sotto una AlfaOmega, con 70,5 cm di luce, entra finché il sedile resta entro 47,5 cm. Sotto una iSixty, con 68 cm, il limite scende a 45 cm. Sulla G7 lo scarto è di 18 cm: sotto la AlfaOmega entra a ogni altezza, con mezzo centimetro di margine quando il sedile è al massimo; sotto la iSixty, fino a un sedile di 50 cm.
Il risultato cambia con la persona. Chi è alto e porta il sedile in cima alla corsa sente i braccioli toccare; chi lavora basso può non accorgersene. Per questo il conto si fa con l'altezza di seduta di chi userà la poltrona, non con il valore medio della scheda.
Restano due cautele. I numeri delle schede sono quote di catalogo, e il bordo anteriore del piano può avere un profilo che il conto non vede. La conferma definitiva si ha solo seduti: si regola la sedia sulla persona, la si accosta finché i braccioli arrivano al bordo, e si guarda dove si fermano.
Se i braccioli non entrano, le strade sono tre
La prima è un bracciolo regolabile. Sulla World, che scende fino a 183 mm sopra il sedile, si abbassa il bracciolo e il sedile resta dov'è.
La seconda è una scrivania regolabile, che sposta il problema dalla parte del piano: con la Eleva elettrica la luce sotto il sottopiano arriva a 117 cm. Va usata con giudizio, però, perché alzare il piano solo per far passare i braccioli porta tastiera e documenti più in alto di dove li vogliono le mani.
La terza è la più semplice: una sedia senza braccioli. La legge, nella stessa riga che ho citato all'inizio, li nomina «se presenti», e la World esiste anche senza.
Dietro la scrivania: la poltrona occupa la sua profondità
Il terzo numero riguarda la stanza. Prima ancora dello spazio per alzarsi, dietro la scrivania deve starci la poltrona, e le schede ne dichiarano l'ingombro: 85 cm di profondità per la G7 presidenziale, da 74 a 75 cm per la Radar Executive di Frezza, 690 mm per la Suoni, una base di 635 mm di diametro per la World con braccioli. Sommati alla scrivania danno la misura minima della postazione: una Jera da 105 cm di profondità con una G7 arretrata alle spalle occupa già 190 cm, dal bordo del piano verso il visitatore fino allo schienale della poltrona, senza contare il movimento di chi si alza e si siede.
In uno studio stretto conviene misurare la stanza prima di innamorarsi del modello. Fra le poltrone direzionali il confronto si fa scheda per scheda, cercando la profondità della seduta o il diametro della base.
Quando il produttore disegna scrivania e poltrona insieme
Superati i numeri, si passa ai materiali, la parte in cui il gusto ha più spazio. Qui l'aiuto più concreto viene dalle collezioni in cui lo stesso produttore fa la scrivania e la seduta, perché le finiture nascono già pensate per stare vicine.
Las Mobili dà lo stesso nome e lo stesso designer, Orlandini Design, alla scrivania Jera e alla poltrona Jera Chair, anche se le due schede non le presentano come un unico programma. La scrivania veste fianchi e schiena in eco-pelle in quattro toni dichiarati: Grigio 504, Ardesia 505, Nero 506, Fango 519. La poltrona attinge ai rivestimenti della Cartella Colori by LAS, fra cui l'ecopelle; se i toni coincidano con quelli della scrivania, la scheda non lo dice. Il gesto giusto è chiedere i due campioni e guardarli affiancati, alla luce della stanza in cui andranno.
Codutti spinge la coerenza fino alla lavorazione. Sulla Mithos la cucitura a punto sella, fatta a mano, compare sul cuoio intarsiato nel piano, sui fianchi dei tavoli riunione e sulla poltrona, rivestita interamente in pelle. Per la AlfaOmega il catalogo del produttore descrive poltrone Coupè con un foro nello schienale ispirato ai sedili delle auto sportive e braccioli in alluminio lucido, che sopra possono essere rivestiti nella stessa finitura della scocca. La iSixty ha le sue sedute Diamond, con incavo nel bracciolo e fregio sullo schienale in tinta o in pelle oro e argento, gli stessi toni del suo mondo Luxury.
Scegliere dentro la stessa famiglia non è un obbligo, ed è una questione di gusto più che di regola: una poltrona pelle di un altro produttore può stare benissimo accanto a un piano in legno. Il vantaggio della famiglia è pratico: finiture, codici e campioni si scelgono una volta sola, dallo stesso campionario.
Le sedie per gli ospiti, di fronte al titolare
Davanti alla scrivania siedono i visitatori, e alcune famiglie li prevedono. La Suoni ha una Guest Chair coordinata, con le stesse quote di sedile e di braccioli della poltrona; Vaghi dichiara la Executive testata secondo la EN 1335 e la Guest secondo la EN 16139, la norma delle sedute che non sono postazioni di lavoro. La G7 ha la versione V, fissa, per i visitatori. La Jera Chair arriva in versione visitatore su base piramidale o su slitta, con il sedile a 46 cm.
Qui conta il gusto: c'è chi ripete la poltrona del titolare in versione ospite, per dare alla stanza un'unica voce, e chi preferisce un contrasto e cerca fra le sedie di design di altri produttori. Il controllo, in tutti e due i casi, resta lo stesso: i braccioli e il bordo della scrivania, se l'ospite deve avvicinarsi al piano per scrivere.
Le quattro voci che l'offerta deve riportare
Per non scoprire l'abbinamento il giorno del montaggio, nell'offerta di una scrivania con sedia conviene leggere scritte queste voci:
1. altezza della scrivania e spessore del piano, oppure la quota da terra al sottopiano;
2. altezza dei braccioli, precisando se da terra o sopra il sedile;
3. profondità della poltrona o diametro della base;
4. codice del rivestimento della poltrona e della finitura della scrivania, con i campioni affiancati.
Con queste quattro righe la prova seduti diventa una conferma, e il gusto può fare il suo lavoro senza sorprese.
Risposte rapide
Come si abbina una sedia alla scrivania?
Prima con le misure: i braccioli devono entrare sotto il piano, e dietro la scrivania deve starci la profondità della poltrona. Poi con materiali e finiture, e quando scrivania e seduta nascono nella stessa collezione, come la AlfaOmega di Codutti con le sue poltrone Coupè, finiture e campioni si scelgono insieme.
A che altezza devono stare i braccioli rispetto alla scrivania?
Sotto la luce libera del piano, cioè l'altezza della scrivania meno lo spessore del piano. Esempio: su una scrivania alta 75 cm con piano da 45 mm restano al massimo 70,5 cm, e la poltrona Suoni di Vaghi, con i braccioli 23 cm sopra il sedile, entra finché il sedile resta entro 47,5 cm.
La sedia da scrivania deve avere i braccioli?
No. L'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 li cita solo «se presenti», chiedendo che lo spazio a disposizione ne consenta l'ingresso. Una sedia senza braccioli risolve i casi in cui non entrano.
Quanto spazio serve dietro la scrivania per la poltrona?
Almeno la profondità della poltrona, che la scheda dichiara, più lo spazio per alzarsi. La G7 di Mascheroni è profonda 85 cm: arretrata dietro una scrivania da 105 cm di profondità, i due mobili occupano già 190 cm.
Come si legge l'altezza dei braccioli sulla scheda?
Dipende dal produttore. Vaghi e Mascheroni la danno da terra; Humanscale, per la World, la dà sopra il sedile, da 183 a 273 mm, e per confrontarla con la scrivania va sommata all'altezza del sedile.