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Scrivania multipostazione: misure per postazione, distanze dal muro e cavi

Scrivania multipostazione: misure per postazione, distanze dal muro e cavi

Aggiornato il 12 ottobre 2026

La scrivania multipostazione, quella che nelle schede dei produttori si chiama bench, è un unico piano diviso fra due o più persone, sedute una di fronte all'altra oppure in linea. Per sceglierla bene servono pochi numeri, e vengono da una norma tecnica e da due allegati di legge. La UNI EN 527-1 vuole almeno 80 cm di profondità del piano e accetta 60 cm solo quando due persone non siedono affrontate: per un bench a piani contrapposti la lettura prudente è quindi 80 cm a postazione, 160 in totale. Il piano fisso sta a 74 cm, con 2 cm di tolleranza; sotto, lo spazio libero per le gambe è largo almeno 85 cm. Le distanze dal muro e fra una scrivania e l'altra, invece, il D.Lgs. 81/2008 non le fissa in centimetri, e chi le trova scritte come obbligo sta leggendo un consiglio.

Con questi numeri chi lavora al bench tiene lo schermo alla distanza giusta, allunga le gambe senza trovare la gamba del tavolo o le ginocchia del collega, e si alza dalla sedia senza chiedere permesso a nessuno.

Profondità: 80 cm a testa, anche quando la scrivania è condivisa

La norma che dà le misure alle scrivanie da ufficio è la UNI EN 527-1:2011. Nella sua tabella la profondità minima del piano e quella dello spazio per le gambe valgono 800 mm per tutti i tipi di scrivania. Per il tipo ad altezza fissa c'è una sola eccezione, scritta in nota: 600 mm possono bastare in alcuni casi, per esempio con schermi piatti da 17 pollici o più piccoli, a condizione che il piano non sia contro il muro e che due persone non siedano una di fronte all'altra. La seconda condizione descrive proprio il bench. La scorciatoia dei 60 cm, quindi, sulla scrivania multipostazione con le postazioni affrontate non vale. La stessa nota chiede al produttore, quando usa i 60 cm, di dichiarare queste limitazioni insieme al prodotto.

La legge arriva allo stesso punto da un'altra strada. L'Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008, quello sul lavoro al videoterminale, vuole lo schermo a una distanza dagli occhi «pari a circa 50-70 cm», lo spazio per appoggiare gli avambracci davanti alla tastiera e una profondità del piano «tale da assicurare una adeguata distanza visiva dallo schermo». Tastiera, avambracci e schermo stanno tutti sulla stessa metà del bench.

Le schede dei produttori dichiarano profondità totali molto diverse, e messe in fila dicono già molto:
1. 120, 150 e 160 cm per il bench Itube di Alea Office.
2. 125 e 165 cm per Be.1 di Frezza.
3. 136,5 e 166,5 cm per E-Place di DVO, 158 cm nella versione con binario centrale.
4. 160 cm per il bench a quattro posti Pigreco di Martex, 162,4 cm per Otto, dello stesso produttore.
Divise a metà, danno postazioni da 60 a poco più di 83 cm, prima ancora di togliere la barra centrale o il canale dei cavi. Chi chiede un'offerta per un bench fa bene a farsi scrivere, accanto al modello, quanti centimetri di piano restano a ogni persona e come il produttore dichiara la conformità alla EN 527-1 in quella profondità.

Larghezza: la norma non la fissa, le gambe sì

Sulla larghezza del piano la EN 527-1 è esplicita: non prescrive alcuna misura, perché dipende dalla persona e dal lavoro. Fissa invece la larghezza minima dello spazio libero per le gambe, che con il piano ad altezza fissa è di 850 mm e con quello regolabile in continuo sale a 1.200 mm. Sul bench il punto delicato sono le gambe: una gamba centrale condivisa, se cade davanti a una persona, le ruba lo spazio delle ginocchia. Per questo conviene guardare dove cadono le gambe prima di guardare il piano. Pigreco, per esempio, porta il piano su una trave centrale con campate fino a 3,6 metri senza gamba intermedia, e il suo bench a quattro posti misura 360 per 160 cm.

Nelle schede lette, il modulo a due posti affrontati va da 120 a 200 cm di larghezza per Be.1 e da 140 a 200 per Otto, mentre E-Place offre 140, 160 e 180 cm: è la larghezza che resta a ciascuna delle due persone. Fra due moduli vicini, chi lavora con due schermi o con molta carta sceglie il più largo; chi usa solo il portatile può stare nel più stretto.

Altezza: un piano fisso per due persone diverse

Sul piano fisso la EN 527-1 indica 740 mm con 20 mm di tolleranza, e la legge chiede un piano «indicativamente» fra 70 e 80 cm. I bench fissi delle schede lette stanno tutti lì dentro: 73,4 cm Itube, 74 cm Be.1, 75 cm Pigreco. Il limite è che quel numero è uguale per chi siede da una parte e per chi siede dall'altra, e la norma stessa dichiara di essere costruita sulle stature europee comprese fra 1.493 e 1.913 mm, prevedendo soluzioni individuali per chi sta fuori. Il bench UP di Las Mobili risolve il problema con due piani motorizzati su una struttura a ponte, con una corsa da 65 a 130 cm; i due lati si regolano in modo indipendente: chi è più alto e chi è più basso trovano ciascuno la propria altezza, seduti o in piedi. Le versioni con questa funzione sono raccolte sotto la scrivania regolabile; chi vuole capire perché quei centimetri contano tanto trova il ragionamento completo nell'articolo dedicato: altezza della scrivania da ufficio.

Distanza dal muro e fra le scrivanie: cosa chiede davvero la legge

Circolano numeri precisi: 80 cm dietro la sedia, 30 in più se alle spalle c'è un armadio con le ante, da 60 a 120 cm fra una scrivania e l'altra. Nel D.Lgs. 81/2008 quei numeri non ci sono. L'Allegato IV chiede che lo spazio destinato al lavoratore consenta «il normale movimento della persona in relazione al lavoro da compiere», e l'Allegato XXXIV aggiunge che il posto al videoterminale deve lasciare spazio sufficiente per «cambiamenti di posizione e movimenti operativi». Sono regole di risultato: si verificano con una persona seduta, non con un metro sulla planimetria.

Anche i due metri quadrati a testa vanno letti per intero. L'Allegato IV li scrive per i locali chiusi delle aziende industriali con più di cinque lavoratori, o con lavorazioni soggette a sorveglianza sanitaria, insieme a 10 metri cubi e a 3 metri di altezza, e li intende al lordo dei mobili. Per gli uffici, di qualunque azienda, lo stesso allegato non scrive un numero di superficie e sull'altezza dei locali rinvia alla normativa urbanistica: un eventuale minimo va cercato lì. Un numero fisso, poi, la legge lo dà dove riguarda l'emergenza: le vie e le uscite di emergenza devono essere alte almeno 2 metri, larghe quanto prevede la normativa antincendio e mai ostruite. Il corridoio fra due file di bench che porta all'uscita, quindi, si misura sulle regole antincendio che valgono per quell'edificio, non si decide a occhio.

Sulla distanza dal muro c'è un dettaglio della norma che tranquillizza: lo spazio per le gambe si misura con il bordo posteriore della scrivania appoggiato a una parete verticale. Una scrivania contro il muro è prevista; quello che serve è lo spazio davanti, dove la sedia arretra quando ci si alza. La prova pratica è semplice: ci si siede, si arretra la sedia come per alzarsi, si apre la cassettiera e si guarda se il collega dietro deve spostarsi.

Cavi e prese: dove passano su un bench

Su una scrivania multipostazione i cavi di più persone arrivano sullo stesso piano, e i sistemi delle schede lette li raccolgono al centro, ciascuno a modo suo: vale la pena sapere quale si sta comprando. Las Mobili, su 5th Element e Fil Rouge, usa una barra centrale in alluminio estruso; su Fil Rouge i piani scorrono di 96 mm per aprire il vano dei cavi, su 5th Element i top access a ribalta lasciano la sottostruttura accessibile in qualsiasi punto. E-Place ha un binario centrale con due sportelli e un canale verticale nella gamba, Otto la gamba elettrificata e la vaschetta chiusa di serie, Pigreco una salita cavi interna alla gamba. Sigma ha un modulo tecnico centrale ispezionabile e passacavi da 80 mm che si possono sostituire con prese a incasso.

Il criterio per scegliere viene dall'Allegato IV, che vuole pavimenti senza sporgenze pericolose e passaggi non ingombrati. Sul bench vuol dire far arrivare il cavo che scende dal piano alla presa dentro la gamba o lungo una salita cavi, senza che attraversi il corridoio. Quante prese servono a ogni postazione e dove portarle lo decide il progetto dell'impianto, che conviene fare prima di ordinare il bench: così si sa da subito dove deve cadere la gamba elettrificata.

Schermi divisori: privacy di postazione, non pareti

Lo schermo frontale separa due persone affrontate senza togliere luce all'ambiente. Le altezze dichiarate nelle schede variano parecchio: Otto offre uno schermo personale alto 447 mm, uno condiviso fra due scrivanie alto 852 mm e schermi frontali da 351 mm. Itube monta schermi puntaspilli da 30 mm, su cui si appendono fogli e appunti. Fil Rouge e 5th Element hanno schermi frontali in pannello fonoassorbente, e su Fil Rouge Las Mobili dichiara una certificazione del pannello da 38 mm. Quanto rumore tolgano in un ambiente reale le schede non lo indicano, e noi non aggiungiamo numeri che il produttore non dà. Uno schermo da scrivania divide due postazioni; per separare un gruppo di lavoro o creare una stanza servono le pareti divisorie per ufficio.

Luce e finestre: come disporre le postazioni

Qui la legge è precisa senza dare numeri. L'Allegato XXXIV chiede di evitare riflessi sullo schermo e abbagliamenti «disponendo la postazione di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce naturale e artificiale», di tenere conto delle finestre e delle pareti chiare, di montare alle finestre una copertura regolabile e di affiancare all'illuminazione generale quella specifica, cioè le lampade da tavolo. Su un bench la difficoltà è che le due persone affrontate guardano in direzioni opposte: se una ha la finestra davanti, l'altra ce l'ha alle spalle, e la luce cambia con le ore. Prima di fissare il bench conviene sedersi da entrambi i lati, alla mattina e al pomeriggio. Alcuni sistemi portano la luce sulla postazione: Itube ha barre LED magnetiche da 9,6 W al metro a 3.000 K, Fil Rouge una lampada LED dimmerabile con sensore di presenza. Nell'ufficio open space l'orientamento dei bench rispetto alle finestre si decide in pianta, insieme alle prese e ai corridoi.

Il giorno del montaggio, un controllo che si fa in pochi minuti: i due lati devono essere alla stessa altezza e il piano non deve oscillare, perché la legge lo vuole stabile. 5th Element, Sigma ed E-Place, fra i bench letti, hanno piedini livellatori, e quelli di E-Place regolano da 0 a 15 mm: si usano per mettere in bolla il piano su un pavimento che non lo è. Chi deve rifare un open space trova fra le scrivanie operative tutti i modelli citati tranne Otto, ciascuno con le misure dichiarate dal suo produttore.

Risposte rapide

Quanto deve essere profonda una scrivania multipostazione?
La UNI EN 527-1:2011 fissa 80 cm di profondità minima del piano e accetta 60 cm solo se due persone non siedono una di fronte all'altra. Per un bench a postazioni affrontate la lettura prudente è 80 cm a persona, 160 cm in totale.

Che distanza ci vuole fra la scrivania e il muro?
Il D.Lgs. 81/2008 non fissa un numero: chiede lo spazio per il normale movimento e per cambiare posizione. La scrivania può stare contro il muro; serve spazio davanti, dove la sedia arretra.

Qual è la distanza minima fra le scrivanie in ufficio?
Il D.Lgs. 81/2008 non la indica in centimetri. Fa eccezione il passaggio che è anche via di emergenza: alto almeno 2 metri, largo quanto prevede la normativa antincendio e sempre libero.

Quanto spazio occupano una scrivania e una sedia?
La norma chiede uno spazio libero per le gambe profondo 80 cm e largo almeno 85 cm sotto una scrivania fissa. A questo si aggiunge lo spazio per arretrare la sedia, che si verifica sedendosi.

Quanti metri quadri servono per due persone in ufficio?
I 2 metri quadrati a testa dell'Allegato IV del D.Lgs. 81/2008 sono scritti per i locali delle aziende industriali con più di cinque lavoratori o con lavorazioni soggette a sorveglianza sanitaria. Per gli uffici l'allegato chiede lo spazio sufficiente al movimento e, sull'altezza dei locali, rinvia alla normativa urbanistica.

Che altezza deve avere una scrivania multipostazione?
Con il piano fisso, 74 cm con 2 cm di tolleranza secondo la EN 527-1. Se le persone affrontate hanno stature molto diverse, un bench con i due lati regolabili in modo indipendente le mette entrambe all'altezza giusta.

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