Ergonomia & Benessere

Sedia per mal di schiena lombare: le cause nella postazione e cosa cambiare

Sedia per mal di schiena lombare: le cause nella postazione e cosa cambiare

Aggiornato il 12 ottobre 2026

Una sedia per il mal di schiena lombare sostiene la curva bassa della schiena con uno schienale regolabile in altezza e ti lascia cambiare posizione mentre lavori. Va detto subito, però, che non ci sono prove che la sedia, da sola, causi il dolore. L'Organizzazione mondiale della sanità stima che circa il 90% dei casi di mal di schiena sia «non specifico», cioè senza una causa precisa che si possa individuare, e una revisione sistematica del 2010 non ha trovato prove che stare seduti al lavoro, preso da solo, lo provochi. Stare seduti a lungo può però aggravarlo, e sulla postazione le cose da controllare sono quattro: quanto tempo resti fermo, dove guardi, quanto ti allunghi e come è fatta la sedia. Se il dolore è forte, scende lungo la gamba o ti preoccupa, la prima persona da sentire è il medico.

Qui si parla della postazione: cosa cambiare sulla scrivania e intorno alla sedia, nell'ordine in cui conviene farlo.

Stare seduti non causa da solo il mal di schiena, ma può renderlo più pesante

Il mal di schiena lombare è fra i disturbi più diffusi al mondo. Secondo l'OMS, nel 2020 riguardava 619 milioni di persone ed è la prima causa di disabilità a livello globale. Fra i fattori di rischio del mal di schiena non specifico l'OMS elenca la poca attività fisica, il fumo, l'obesità e un carico fisico elevato sul lavoro.

Sullo stare seduti al lavoro c'è uno studio che chi vende sedie dovrebbe conoscere. Roffey e colleghi, nel 2010 su The Spine Journal, hanno passato in rassegna 24 studi, cinque dei quali di alta qualità, cercando un legame di causa fra il lavoro da seduti e il mal di schiena lombare. Hanno trovato prove forti e coerenti di un'assenza di associazione, e concludono che è improbabile che stare seduti al lavoro, da solo, causi il mal di schiena. Nel 2020 una revisione di 41 revisioni sistematiche, sul Journal of Biomechanics, ha allargato il campo a postura della colonna, flessioni, torsioni e lavoro pesante: le associazioni ci sono, un consenso sulla causa no.

La sedia conta per un'altra ragione. Il rapporto dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) del 2021 sulla seduta statica prolungata scrive che stare seduti a lungo può non essere la causa di un problema alla schiena, ma può aggravare una condizione già presente e trasformarla in dolore. Per chi ha già mal di schiena, la postazione è il posto dove quel dolore si accende o si calma, per ore, ogni giorno di lavoro.

Il primo indiziato è il tempo che passi fermo

EU-OSHA chiama seduta prolungata il restare sedentari per due ore o più di fila, e mette il punto debole nella staticità, cioè nel muoversi poco e nel cambiare posizione di rado. Uno studio pilota svizzero del 2016 su 20 impiegati, con un tappetino di sensori sul sedile, ha visto che chi aveva avuto mal di schiena nelle 24 ore precedenti tendeva a stare seduto in modo più statico. Il rapporto avverte che la direzione non è chiara: chi ha dolore può muoversi meno proprio per non risvegliarlo.

Le indicazioni raccolte da EU-OSHA sono precise. Alzarsi almeno ogni 20-30 minuti. Non restare seduti più di due ore di fila e, dopo due ore, alzarsi per almeno dieci minuti. Stare seduti al massimo per metà della giornata di lavoro. La vecchia idea della postura «il più dritta possibile» è stata sostituita da quella della seduta dinamica, in cui la posizione cambia di continuo, e il rapporto la riassume in una frase: la postura migliore è la prossima.

La legge italiana dà già una cornice. Chi lavora al videoterminale ha diritto, se il contratto non dispone altrimenti, a una pausa di quindici minuti ogni centoventi di lavoro continuativo (articolo 175 del D.Lgs. 81/2008). L'INAIL, nelle sue schede del 2022 sul videoterminale, chiede di usarla bene: non basta interrompere il lavoro allo schermo, bisogna alzarsi e camminare, anche per recuperare la mobilità della colonna. Una revisione Cochrane del 2018 ha trovato che pause brevi, da uno a due minuti ogni mezz'ora, riducevano il tempo passato seduti di circa 40 minuti al giorno rispetto a due pause lunghe; il dato viene da un solo studio, con prove di bassa qualità.

Sulla sedia questo diventa un requisito concreto: deve seguirti quando ti muovi. Per l'INAIL il sedile deve dare un appoggio stabile senza imporre posizioni obbligate, ed essere girevole, così da cambiare posizione senza ruotare la colonna. Uno schienale che oscilla e ti accompagna quando ti appoggi va nella stessa direzione della seduta dinamica. Come si tara sul proprio peso la tensione che fa oscillare lo schienale lo spiega la guida su come regolare lo schienale della sedia da ufficio.

Il busto in avanti: quando la schiena va a cercare lo schermo

Il secondo indiziato è la posizione del busto. EU-OSHA riporta i valori classici della pressione sui dischi lombari, presi dal manuale di ergonomia di Kroemer e Grandjean: fatta 100 la pressione in piedi, seduti dritti senza schienale si arriva a 140, seduti con il busto inclinato in avanti a 190. Sono valori misurati in laboratorio e non predicono il dolore di nessuno. Dicono però dove va il carico quando ci si sporge.

E ci si sporge per raggiungere qualcosa. La scheda INAIL del 2022 sulla postura al videoterminale elenca le posizioni da evitare: busto ruotato o inclinato di lato, testa piegata in avanti, spalle sollevate, bacino scivolato troppo in avanti sul sedile. Per lo schermo la scheda dà due regole. Va messo di fronte, così da vederlo senza girare la testa o il busto. E il suo bordo superiore va all'altezza degli occhi, perché lo sguardo scenda verso il centro con un'inclinazione di circa 20 gradi; uno schermo più alto degli occhi è considerato scorretto.

Il portatile e le cose lontane piegano la schiena senza che tu lo veda

Il portatile ha tastiera e puntatore piccoli e attaccati allo schermo, e l'INAIL scrive che proprio per questo porta ad assumere posizioni scorrette. Chi lo usa a lungo, secondo l'Istituto, deve avere tastiera e mouse esterni e un supporto che porti lo schermo all'altezza degli occhi; se lo schermo è piccolo, anche uno schermo esterno. Lo stesso vale per il tablet. Sul telefono tenuto in mano la scheda è esplicita: le braccia si abbassano per non stancarsi, la testa si inclina in avanti e la schiena si curva.

Poi c'è la distanza. Il rapporto EU-OSHA divide il piano in tre fasce: entro 30 centimetri le cose che usi di continuo, fra 30 e 45 quelle che usi spesso, oltre 45 solo quelle occasionali. Un telefono o un raccoglitore che finiscono oltre la loro fascia ti costringono ad allungarti e a girarti, cioè a quegli allungamenti e a quelle torsioni che, secondo il rapporto, possono portare al mal di schiena.

Una scrivania fuori bolla sposta tutto il resto

C'è una cosa che si vede solo montando. In cantiere l'errore tipico è un piano lasciato fuori livello, con i piedini livellatori mai regolati. E l'altezza reale del piano, una volta montato, si scosta di solito da tre a cinque centimetri da quella scritta in catalogo. Sedia e schermo si regolano su quel piano. Prima di dare la colpa alla sedia, appoggia una livella sul piano e misura quanto è alto davvero.

Cosa cambiare, nell'ordine giusto

Prima le abitudini, poi gli accessori, per ultimi i mobili. È l'ordine che costa meno, e quello che fa capire prima se il problema era davvero la sedia.

1. Il tempo: alzati ogni 20-30 minuti e cammina nelle pause, anche in quelle di legge.
2. Lo schermo: di fronte a te, con il bordo superiore all'altezza degli occhi.
3. Il portatile: su un supporto, con tastiera e mouse esterni.
4. Le distanze: ciò che usi di continuo entro 30 centimetri.
5. Il piano: in bolla, e misurato com'è montato.
6. La sedia: schienale con sostegno lombare regolabile in altezza, sedile girevole, schienale che oscilla e ti segue.

Se dopo questi passi la sedia resta il punto debole, il criterio è chiaro. Una sedia ergonomica ha senso se il sostegno lombare si alza e si abbassa fino a cadere sulla tua curva, e se lo schienale si muove con te invece di bloccarti. Fra le sedie operative sono proprio queste le regolazioni da provare da seduti, prima di sceglierne una.

Chi vuole alternare seduto e in piedi può valutare una scrivania regolabile, sapendo cosa dicono gli studi. Nella revisione Cochrane del 2018 le scrivanie sit-stand riducevano lo stare seduti al lavoro di circa 100 minuti al giorno nei primi tre mesi e di circa 57 fra i tre e i dodici mesi, con prove di bassa qualità e nessun dato oltre l'anno. Sul dolore quella revisione non risponde, perché misurava il tempo passato seduti. EU-OSHA aggiunge un avvertimento: chi alterna seduto e in piedi passa da una posizione statica all'altra, e deve comunque camminare.

Il beneficio di una postazione sistemata così si sente nelle ore di lavoro: cambi posizione senza pensarci e la schiena non resta ferma nello stesso punto fino a sera.

Quando il problema non è la postazione

L'Istituto superiore di sanità, nel suo portale ISSalute, scrive che in genere il mal di schiena non dipende da un danno grave e che la maggior parte dei casi non richiede l'intervento di un medico, con miglioramenti apprezzabili nell'arco di sei settimane; chi resta attivo ha maggiori probabilità di guarire in breve tempo. Raramente il dolore è il segno di una malattia seria, come una frattura, un'infezione o un tumore della colonna.

Per questo alcune situazioni vanno portate al medico prima di toccare la postazione. Un dolore difficile da contenere o che ti preoccupa. Un dolore nella parte bassa della schiena che scende lungo la gamba con intorpidimento o formicolio, che per l'ISS può essere il segno di una condizione specifica. Un dolore che dura oltre sei settimane, che l'ISS chiama cronico e le cui cure decide il medico di famiglia. Il medico ti chiederà anche che lavoro fai: portagli le risposte di questa guida, cioè quante ore resti seduto, dove sta lo schermo e se lavori sul portatile. Nessuna sedia sostituisce quella visita.

Risposte rapide

Una sedia sbagliata può causare il mal di schiena lombare? Non ci sono prove che lo faccia da sola: secondo l'OMS circa il 90% dei casi non ha una causa specifica, e una revisione del 2010 non ha trovato prove che stare seduti al lavoro lo causi. Per EU-OSHA la seduta prolungata può però aggravare un mal di schiena già presente.

Qual è la sedia migliore per il mal di schiena lombare? Una sedia con sostegno lombare regolabile in altezza, sedile girevole e schienale che oscilla seguendo i movimenti. Nessuna sedia cura il mal di schiena: contano anche il tempo che si passa fermi e la posizione dello schermo.

Ogni quanto bisogna alzarsi dalla sedia? Le indicazioni raccolte da EU-OSHA dicono almeno ogni 20-30 minuti, senza superare due ore di seduta continua. Per legge chi lavora al videoterminale ha una pausa di 15 minuti ogni 120, salvo diverse disposizioni del contratto.

A che altezza va lo schermo per non affaticare la schiena? Secondo l'INAIL il bordo superiore va all'altezza degli occhi, con lo schermo di fronte, così che lo sguardo scenda di circa 20 gradi senza girare la testa o il busto.

Il portatile fa venire mal di schiena? Usato a lungo così com'è porta a posizioni scorrette: l'INAIL chiede tastiera e mouse esterni e un supporto che porti lo schermo all'altezza degli occhi.

Quando andare dal medico per il mal di schiena da seduto? Quando il dolore è difficile da contenere o preoccupa, scende lungo la gamba con intorpidimento o formicolio, o dura oltre sei settimane. Prima di cambiare sedia viene la visita.

‹ Tutti gli articoli